NF 10/2018 - Accounting & Audit

Si parla sempre più spesso di criptovalute, monete elettroniche create attraverso sistemi digitali e non soggette ai vincoli di emissione delle banche centrali, la cui generazione si basa sulla costruzione di una lista di utenti (i miners) che consentono, mettendo a disposizione i loro computer, il regolamento delle transazioni effettuate in rete e ne ricavano compensi in frazioni di moneta.

Malgrado l’utilizzo sempre più frequente delle valute elettroniche, non vi sono ad oggi indicazioni specifiche sulla contabilizzazione delle stesse.

Si forniscono quindi di seguito alcune indicazioni circa i possibili principi contabili applicabili per i soggetti IAS-Adopter:

  • IAS 2 Inventories: tale principio è applicabile alle società che si occupano di trading delle criptovalute;
  • IAS 38 Intangible assets: l’applicazione di tale principio è consigliata poiché le valute virtuali incontrano la definizione di attività immateriali, in quanto identificabili, prive di materialità e liberamente trasferibili.

Non sembrano risultare invece applicabili i seguenti principi contabili internazionali:

  • IAS 7 Statement of cash flow: l’impossibilità di ricorrere a tale principio deriva dal fatto che le criptovalute non sono emesse e/o garantite da enti governativi ed incorporano un significativo rischio a causa dell’alta volatilità;
  • IAS 39 Financial Instruments: analogamente, le criptovalute non forniscono al possessore il diritto o l’obbligazione a ricevere cash o financial asset, pertanto non possono essere considerate alla stregua di questi ultimi in ottica bilancistica.

Indipendentemente da quali possono essere le scelte contabili stabilite dal redattore del bilancio, l’applicazione degli IAS/IFRS non è spesso ovvia ed immediata.

Pertanto, la disclosure che verrà fornita nei bilanci IFRS diventerà elemento chiave per comprendere la natura e la classificazione delle criptovalute detenute.