NF 12/2018 - Advisory Services

È stato pubblicato il Rapporto Cerved PMI 2018, che analizza lo stato di salute economico-finanziaria delle piccole e medie imprese italiane.

Oltre a confermare un generale segno di ripresa del ciclo economico nel corso del 2017, lo studio approfondisce il tema della possibilità, per molte aziende, di avvantaggiarsi di iniezioni di capitale aprendo la propria compagine societaria a soci esterni, tra i quali gli investitori istituzionali.

In particolare, tra le circa 150 mila PMI prese in esame il Rapporto individua 4.386 PMI che risultano potenzialmente eligible per i fondi di private equity.

Tale platea è composta da 3.049 imprese familiari, delle quali circa la metà detenute al 100% dalla famiglia dell’imprenditore.

I parametri utilizzati da Cerved per enucleare le imprese più appetibili per i fondi riguardano in prevalenza le performance finanziarie, vale a dire:

  • tasso di crescita dei ricavi superiori al 10% medio annuo nell’ultimo quinquennio;
  • EBITDA e cashflow superiore al 10% dei ricavi in base all’ultimo bilancio.

Il Rapporto fa emergere inoltre 699 PMI che avrebbero le caratteristiche per quotarsi in Borsa tramite un processo di IPO, in quanto:

  • hanno un fatturato di almeno 20 milioni di euro annui;
  • presentano EBITDA positivo;
  • dispongono di caratteristiche di bilancio, di leadership del settore e di governance molto simili a quelli delle società già quotate.

Il Rapporto sottolinea che le imprese familiari mantengono una consolidata ritrosia all’apertura a capitali esterni, a causa della volontà di mantenere il controllo della società nel lungo periodo, anche a scapito di redditività e crescita.

Le evidenze statistiche dimostrano invece che laddove tali retaggi "culturali" vengono superati, l'apporto esterni di competenze manageriali e di capitale può rivelarsi particolarmente utile per lo sviluppo dimensionale e per l'internazionalizzazione del business delle PMI.