NF 9/2018 - Rassegna di giurisprudenza

Processo tributario telematico – Costituzione in giudizio – Validità

CTR Emilia-Romagna, sentenza n. 1980/12/18 del 16 luglio 2018

La costituzione in giudizio in via telematica, ex D.M. 23 dicembre 2013 n. 163, è sempre possibile anche quando il ricorrente abbia introdotto il giudizio con la modalità ordinaria tradizionale. Alla luce della facoltatività che ancora oggi connota l’utilizzo del processo tributario telematico, il legislatore ha espresso il proprio favore per l’utilizzo delle nuove tecnologie di trasmissione degli atti processuali e tale favore non può essere unilateralmente vanificato dalla scelta operata dal ricorrente di utilizzare ancora l’atto analogico tradizionale vincolando la controparte.

Poteri dell’Amministrazione Finanziaria – Valutazioni di bilancio – Sindacabilità

Corte di Cassazione, ordinanza n. 21106 del 24 agosto 2018

Il giudice tributario, investito del ricorso del contribuente contro un avviso di accertamento che si fondi sulla riclassificazione delle poste del bilancio, è tenuto a valutare, sulla scorta delle risultanze di causa, se detta riclassificazione debba o meno ritenersi corretta e sia idonea a giustificare la maggiore pretesa impositiva od il diniego di rimborso.

L’ordinamento implicitamente consente all’Agenzia delle Entrate di sindacare le scelte di bilancio. Non può di conseguenza essere sostenuta la tesi secondo cui, essendo il bilancio d’esercizio un atto pubblico, esso fa piena fede sino a querela di falso (e quindi per disconoscerne le classificazioni occorrerebbe previamente agire in sede penale per farne dichiarare la falsità).

Reati tributari – Omessi versamenti IRAP – Irrilevanza penale

Corte di Cassazione, sentenza n. 39678 del 4 settembre 2018

L’evasione di IRAP, ancorché di importo superiore alle soglie di punibilità penale previste dal D.Lgs. n. 74/2000, non costituisce reato, in quanto trattasi di imposta avente natura reale. Le uniche imposte la cui evasione può essere definita, in ossequio al principio di legalità, come penalmente rilevante sono le imposte sui redditi (IRPEF/IRES) e l’IVA, con la conseguenza che fuoriescono dall’ambito oggettivo delle fattispecie le imposte non sussimibili nelle precedenti categorie o diverse da quelle tipizzate (come, per esempio, l’imposta di registro o l’IRAP).

IVA – Servizi di intermediazione – Operazioni intracomunitarie – Esenzione

Corte di Giustizia UE, sentenza nella causa C-16/17 del 7 agosto 2018 (procedimento TGE Gas Engineering)

Il principio di neutralità dell’IVA deve consentire in capo alla succursale il diritto a detrazione dell’IVA ad essa addebitata da un consorzio sinergico (ACE) di cui era parte, invece, la casa madre stabilita in altro Stato membro. Nel caso di specie una società tedesca partecipava direttamente ad un ACE con un proprio numero identificativo attribuitole, in quanto soggetto non residente; successivamente costituiva una succursale in Portogallo, nei cui confronti erano emesse le fatture con addebito dell’IVA.

In questa situazione, occorre riconoscere che casa madre estera e succursale non costituiscono due soggetti passivi distinti, per il fatto di essere identificata ciascuna con un proprio numero IVA, per cui non può essere negata alla succursale il diritto alla detrazione dell’IVA sulle note di addebito emesse da un ACE di cui la casa madre, e non la sua succursale, è membro.