NF 7/2018 - Pillole di giurisprudenza

Conferimento, Società UE, Imposta registro, Aliquota proporzionale

CTR Toscana, sentenza n. 933 del 16 maggio 2018

Il conferimento in una società lussemburghese della nuda proprietà di un bene immobile localizzato in Italia è soggetto all’imposta di registro in misura proporzionale laddove l’ubicazione della sede sociale è considerabile come una mera domiciliazione di comodo e non un centro amministrativo e direzionale effettivo. Non è infatti applicabile la tassazione in misura fissa, prevista dall’articolo 4 della tariffa parte prima allegata al D.P.R. 131/1986, in quanto la società conferitaria rappresenta una «mera intestazione formale, economicamente non operativa e priva di un insediamento reale in Lussemburgo» (restando invece in Italia la direzione effettiva della società).

Cessione partecipazioni, Plusvalenza, Mancato incasso corrispettivo, Imponibilità

Corte di Cassazione, ordinanza n. 14848 del 7 giugno 2018

La plusvalenza derivante dalla cessione di una quota sociale è imponibile, ai sensi degli articoli 67 e 68 del TUIR, anche laddove il prezzo pattuito non sia stato incassato dal venditore. In tema di imposte sui redditi, infatti, la plusvalenza fiscalmente rilevante si realizza al momento della conclusione del contratto, mentre non hanno rilievo alcuno le vicende successive relative all’adempimento degli obblighi contrattuali, quali l’omessa percezione del prezzo o la sua eventuale rateizzazione, o l’estinzione dell’obbligazione successivamente intervenuta.

Reddito società, IRAP, Calcolo base imponibile, inerenza costi, Principi contabili

Corte di Cassazione, ordinanza n. 15115 dell’11 giugno 2018

Ai fini della determinazione della base imponibile dell’IRAP, secondo la formulazione dell’art. 5 del D.Lgs. n. 446/1997, il principio di derivazione dei costi sostenuti dal conto economico non esclude il controllo sull’inerenza dei costi medesimi, attraverso la correttezza della loro appostazione nel conto economico alla stregua dei principi civilistici e contabili nazionali.

IVA, Servizi di intermediazione, Operazioni intracomunitarie, Esenzione

Corte di Cassazione, ordinanza n. 17836 del 6 luglio 2018

In tema di IVA, il contratto con il quale un soggetto italiano (nella specie, una società operante nel ramo informatico) si impegna, a fronte della pattuizione di un compenso unitariamente determinato, a commercializzare i prodotti di un altro soggetto appartenente alla UE offrendo, altresì, una serie di altri servizi, tecnici e amministrativi, costituenti il mezzo per una migliore fruizione dei prodotti commercializzati, va considerato, ai fini dell’applicazione dell’imposta, quale un’unica operazione economica. Pertanto non è possibile scindere i servizi di intermediazione propriamente detti dagli altri servizi offerti, da ritenersi accessori ai primi.

Ne consegue che, se per i servizi di intermediazione resi da un soggetto italiano ad altro soggetto di altro Stato membro della UE trova applicazione l’esenzione da IVA di cui all’art. 40, comma 8, del D.L. n. 331/1993, sono esentati dall’imposta anche i servizi accessori.