NF 2/2018 - VAT

La legge di bilancio 2018 (Legge n. 205/2017) all’art. 1, commi da 909 a 916, ha introdotto, a partire dal 1° gennaio 2019, l’obbligo generalizzato di emissione della fattura elettronica “per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato”, ivi compresi i privati consumatori.

Per contro dalla stessa data non sarà più obbligatorio inviare la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute.

Inoltre, l’obbligo di emissione della fattura elettronica è anticipato al 1° luglio 2018 per le cessioni di benzina o gasolio nei confronti di soggetti passivi che effettuano gli acquisti nell’ambito della propria attività economica [cfr. art. 1, c. 917, lett. a), L. 205/2017].

Il provvedimento, che costituisce una deroga alle disposizioni della direttiva2006/112/CE in materia di IVA, per poter essere pienamente operativo richiede l’autorizzazione, ai sensi dell’art. 395 della stessa direttiva, da parte del Consiglio UE.

Il quale, su proposta della Commissione, delibera all’unanimità, “autorizzando” lo Stato membro interessato ad introdurre misure speciali di deroga, volte alla semplificazione della riscossione dell'imposta ovvero dirette ad evitare evasioni o elusioni fiscali.
La proposta della Commissione UE, COM (2018) 55 del 5 febbraio 2018, costituisce il primo importante passo in questa direzione, considerato che la Commissione si ritiene soddisfatta dei motivi addotti dall’Italia e articola la proposta di decisione di esecuzione del Consiglio sui seguenti punti:

  • emissione obbligatoria della fattura elettronica da parte di tutti i soggetti passivi stabiliti sul territorio italiano, escluse le piccole imprese in regime di franchigia;
  • esclusione per le fatture elettroniche della necessità di subordinarle all’accordo con il destinatario, salvo che le stesse siano emesse da piccole imprese in franchigia;
  • applicabilità della decisione dal 1° luglio 2018 al 31 dicembre 2021.

Al termine del predetto periodo, l’Italia potrà chiedere una proroga della deroga in parola, accompagnata da una relazione sull’efficacia di tale misura.