NF 9/2018 - Human Resources & Labour

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la nota n. 4538/2018, ha fornito importanti chiarimenti in merito alle nuove modalità di corresponsione della retribuzione.

Come noto, a decorrere dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro ed i committenti devono corrispondere ai lavoratori la retribuzione solo attraverso specifici strumenti, in quanto non è più consentito da tale data effettuare pagamenti in contanti (a prescindere dall’importo).

Gli strumenti che possono essere utilizzati per i pagamenti sono i seguenti:

  • bonifico su conto corrente identificato dal codice Iban fornito dal lavoratore;
  • strumenti di pagamento elettronico;
  • pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale in cui è presente il conto corrente del datore di lavoro;
  • emissione di un assegno da consegnare direttamente al lavoratore.

Per i datori di lavoro che, a partire da luglio 2018, non utilizzano gli strumenti indicati dal legislatore sopra descritti è prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa, variabile da 1.000 a 5.000 euro.

La violazione risulta quindi integrata nei seguenti casi:

  • qualora la corresponsione delle somme dovesse avvenire con modalità diverse da quelle indicate dal legislatore;
  • nel caso in cui, nonostante l’utilizzo degli appropriati sistemi di pagamento, il versamento delle somme dovute non sia realmente effettuato.

Tale fattispecie potrebbe verificarsi nel caso in cui il bonifico bancario in favore del lavoratore venga successivamente revocato, oppure l’assegno emesso venga annullato prima dell’incasso.

Ai fini della contestazione è dunque necessario verificare che il datore di lavoro abbia predisposto il pagamento e che lo stesso sia andato a buon fine.

È opportuno ricordare che avverso il verbale di contestazione e notificazione adottato dagli organi di vigilanza è possibile presentare ricorso amministrativo alla sede dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro entro 30 giorni dalla notifica.

Dal nuovo obbligo di retribuzione sono esclusi i rapporti di lavoro domestico.