NF 11/2018 - Legal

Il disegno di legge c.d. "anticorruzione", approvato dal Consiglio dei Ministri del 6 settembre 2018 e ora all’esame del Parlamento, contiene tra l’altro significative modifiche al D.Lgs. n. 231/2001, in materia di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche per reati commessi da amministratori, manager o dipendenti.

In particolare, il provvedimento reca un inasprimento delle sanzioni interdittive derivanti dalla commissione di alcuni reati "presupposto" commessi contro la Pubblica Amministrazione: concussione, corruzione (propria, semplice e aggravata dal rilevante profitto conseguito dall’ente), corruzione in atti giudiziari, induzione indebita a dare o promettere utilità, dazione o promessa al pubblico ufficiale di denaro o altra utilità da parte del corruttore e istigazione alla corruzione.

Nelle richiamate ipotesi di reato, la durata delle sanzioni interdittive a carico delle persone giuridiche viene estesa a un intervallo compreso tra 5 e 10 anni, mentre attualmente è previsto solo il limite minimo di durata, pari a un anno.

La novella legislativa richiama ancora una volta l’attenzione sulla necessità, per le aziende, di porre in essere adeguati modelli organizzativi per la gestione e il controllo dei rischi di commissione di tali reati.

I nostri professionisti seguono attentamente le evoluzioni della normativa relativa alla responsabilità amministrativa degli enti fornendo supporto ai clienti nella definizione, nell’aggiornamento e nell’implementazione dei modelli organizzativi ex D.Lgs. n. 231/2001, nonché nelle attività di formazione del personale.

Trattandosi di un disegno di legge, il testo potrà subire modifiche nel corso del suo cammino parlamentare.

Sarà nostra cura fornire ulteriori dettagli una volta intervenuta l’approvazione definitiva del provvedimento.