NF 4/2018 - Pillole di giurisprudenza

Dichiarazioni – Integrativa a favore – Retroattività

CTR Lombardia, sentenza n. 3819/1/17

La dichiarazione integrativa a favore presentata dal contribuente è valida anche oltre il termine di presentazione della dichiarazione dell’anno successivo, anche laddove l’integrativa sia stata presentata prima del 24 ottobre 2016, data di entrata in vigore del D.L. n. 193/2016 (il quale, modificando l’articolo 2, comma 8-bis del D.P.R. n. 322/1998, ha ampliato i termini a disposizione dei contribuenti).

Accertamento – IVA – Indagini bancarie – Mancata allegazione documentazione

CTR Campania, sentenza n. 2185/10/18 del 7 marzo 2018

La mancata allegazione dell’autorizzazione all’acquisizione della documentazione presso le aziende e gli istituti di credito non comporta l’illegittimità dell’avviso di accertamento fondato sulle risultanze da essa acquisite. Ai fini dell’espletamento delle indagini bancarie, l’autorizzazione prescritta dall’art. 51, comma 2, n. 7, del D.P.R. n. 633/1972 esplica una semplice funzione organizzativa e non richiede alcuna motivazione. Pertanto, l’illegittimità dell’avviso di accertamento fondato sulle risultanze delle movimentazioni bancarie acquisite può derivare solo dalla materiale assenza dell’autorizzazione e sempre che ne sia conseguito un concreto pregiudizio per il contribuente.

Processo tributario – Prova testimoniale – Validità

Corte di Cassazione, sez. VI, ordinanza n. 6616 del 16 marzo 2018

Il divieto di prova testimoniale sancito dall’art. 7 del D.Lgs. n. 546/1992 non comporta l’impossibilità di utilizzare nel processo tributario le dichiarazioni rese dai privati su richiesta dell’Amministrazione Finanziaria. Tali dichiarazioni, proprio perché assunte in sede extraprocessuale, rilevano quali elementi indiziari che possono concorrere a formare il convincimento del giudice tributario. Allo stesso modo devono essere considerate le dichiarazioni di terzi in favore del contribuente, le quali sono funzionali al dispiegarsi del giusto processo ex art. 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU).

Poteri dei sindaci – Società quotate – Parti correlate

Corte di Cassazione, sez. II civile, sentenza n. 5357 del 7 marzo 2018

I poteri dei sindaci di società quotate ex art. 149 del DLgs. 58/1998 non si attuano solo sulla base dei dati forniti dagli amministratori, con periodicità almeno trimestrale, sulle principali operazioni finanziarie, economiche, patrimoniali, ma anche attraverso l’esercizio di propri – ampi – poteri d’indagine. La complessa articolazione della struttura organizzativa di una società quotata (nella specie connotata dal controllo di oltre 120 società) non può comportare l’esclusione o il semplice affievolimento del potere-dovere di controllo di ogni componente del controllo sindacale.

Il quale, in caso di accertate carenze delle procedure aziendali predisposte per la corretta gestione societaria, è sanzionabile a titolo di concorso omissivo, gravando su di esso, da un lato, l’obbligo di vigilanza, e, dall’altro, l’obbligo legale di denuncia immediata alla Consob.

Licenziamento – Altra attività svolta durante malattia – Legittimità

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 6047 del 13 marzo 2018

È legittimo il licenziamento di un lavoratore che in stato di malattia aveva prestato la propria attività nel corso di una festa patronale largamente pubblicizzata. Tale circostanza è infatti idonea a giustificare il recesso per violazione dei principi di correttezza e buona fede nonché degli obblighi contrattuali di diligenza e fedeltà, qualora tale attività sia sufficiente a far presumere l’inesistenza della malattia.