NF 10/2018 - Rassegna di giurisprudenza

Società di capitali – Trasparenza fiscale – Accertamento – Notifica

CTR Abruzzo, sentenza n. 763/5/18 del 12 luglio 2018

Una società di capitali che abbia optato per il regime dell’imputazione del reddito per trasparenza (art. 115 e 116 TUIR) è sottoposta allo stesso come se la società di capitali divenisse, ai suddetti fini, una società di persone. Di conseguenza, anche se la notifica dell’atto di accertamento avviene dopo la cancellazione della società dal Registro delle imprese, lo stesso risulta valido poiché, vigendo il regime di trasparenza, ogni considerazione sulla pregiudizialità dell’accertamento alla società di capitali rispetto all’accertamento del reddito in capo ai soci viene meno.

Spese di regia infragruppo – Deducibilità – Condizioni

Corte di Cassazione, sentenza n. 23698 del 1° ottobre 2018

Per poter essere deducibili dal reddito d’impresa, le spese di regia addebitate infragruppo devono risultare da adeguata documentazione, attestante la reale prestazione di servizi da parte della controllante a favore della controllata e l’inerenza funzionale di detti servizi all’attività d’impresa. Non è pertanto sufficiente ai fini della deducibilità la sola esistenza di un contratto, ma è indispensabile che i costi presentino un nesso di effettiva funzionalità rispetto alla produzione dei ricavi.

Accertamento parziale – Legittimità – Differenze con accertamento integrativo

Corte di Cassazione, sentenza n. 39678 del 4 settembre 2018

L’accertamento parziale consente la reiterazione del potere impositivo in relazione ad uno stesso periodo d’imposta, e non prevede, ai fini della sua legittimità, la sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi, a differenza dell’accertamento integrativo. Ove siano violate le condizioni per emettere l’accertamento parziale o l’accertamento integrativo, la nullità colpisce il secondo accertamento, in cui, effettivamente, si verifica la menzionata violazione, e non il primo. Per essere legittimo, tuttavia, l’accertamento parziale non deve basarsi su elementi acquisiti sin dall’origine dall’Ufficio ma non contestati, in quanto ciò pregiudicherebbe il diritto a una difesa unitaria e complessiva da parte del contribuente.

Interessi passivi – Deducibilità – Inerenza

Corte di Cassazione, ordinanza n. 19430 del 20 luglio 2018

Per le società di capitali le uniche limitazioni alla deduzione degli interessi passivi sono quelle stabilite dall’articolo 109 del TUIR. Lo scomputo non soggiace ad alcuna verifica dell’inerenza degli oneri. Gli interessi passivi sono, infatti, oneri generati dalla funzione finanziaria che afferiscono all’impresa nel suo essere e progredire, e dunque non possono essere specificamente riferiti ad una particolare gestione aziendale o ritenuti accessori ad un particolare costo, occorrendo sempre e comunque un collegamento tra reddito imprenditoriale e componente negativo detraibile, che non può rivolgersi ad un reddito ontologicamente diverso perché estraneo alla stessa attività di impresa.