NF 2/2018 - Advisory

Chiarimenti dell’Amministrazione Finanziaria in merito al trattamento fiscale di un’operazione di fusione che vede coinvolta una Special Purpose Acquisition Company (SPAC), con particolare riferimento alla possibilità di continuare il regime di consolidato fiscale anche a seguito di incorporazione in una società terza, non inclusa nel consolidato (risoluzione n. 13/E del 2 febbraio 2018).

Al di là delle ricadute tributarie, l’intervento di prassi assume rilevanza in quanto rappresenta un ulteriore passaggio a favore della costituzione e dell’utilizzo delle SPAC.

Tali veicoli societari, costituiti nel diritto italiano in forma di SIV (Special Investment Vehicle) ai sensi del Regolamento di Borsa Italiana, nascono con l’obiettivo di individuare una società target con cui realizzare un’operazione di integrazione societaria (business combination) finalizzata alla quotazione della società target sul mercato dei capitali.

Tale modus operandi, alternativo rispetto al tradizionale percorso di IPO della società target, può consentire di realizzare la quotazione con maggiore rapidità e certezza rispetto a un processo tradizionale di offerta.

Oltre a consentire la prosecuzione della tassazione di gruppo (consolidato fiscale), in presenza della permanenza dei requisiti del controllo richiesti dall’articolo 124, comma 5 del TUIR, l’Agenzia delle Entrate ha fornito un rilevante orientamento in materia di gestione delle perdite maturate dalla società target incorporata nell’anno della fusione.

Tali perdite devono comunque confluire nel reddito complessivo globale del consolidato per il periodo d’imposta in cui si registra l’operazione (non retrodatata).
Alla luce della particolare complessità della fattispecie trattata, i nostri Professionisti restano a disposizione per gli opportuni approfondimenti.