NF 6/2018 - Legal

Con la sentenza n. 1457 del 6 marzo 2018 il Consiglio di Stato ha fornito indicazioni sui presupposti della tutela risarcitoria che spetta alle imprese direttamente pregiudicate da un provvedimento amministrativo illegittimo nonché sui criteri di commisurazione del danno a carico della Pubblica Amministrazione.

La decisione dei Giudici Amministrativi è stata commentata da Assonime in uno specifico documento (“Il caso n. 6/2018”).

La vicenda vedeva coinvolta una società che, ottenute le prescritte autorizzazioni di legge dagli Enti Pubblici coinvolti, aveva iniziato la costruzione di uno stabilimento: i lavori erano tuttavia stati interrotti a causa della revoca in autotutela di una autorizzazione precedentemente rilasciata, successivamente annullata (in quanto illegittima) dai Giudici Amministrativi.

Secondo il Consiglio di Stato, l’elemento cruciale per valutare il diritto al risarcimento è la sussistenza di un danno ingiusto.

Nel caso in esame, la sentenza rileva “un vero e proprio accanimento nei confronti dell’iniziativa imprenditoriale”, in quanto la P.A. avrebbe operato “senza alcuna giustificazione, in modo del tutto sproporzionato rispetto al fine da perseguire e trascurando il legittimo affidamento circa la fattibilità del progetto, che aveva portato la società ad effettuare i necessari investimenti”.

I profili considerati dal Consiglio di Stato per argomentare la sussistenza del danno ingiusto, rileva Assonime, sono quindi due: il legittimo affidamento dell’interessato e le modalità di svolgimento dell’azione amministrativa.

Nell’esercizio dell’attività amministrativa, conclude la sentenza, la P.A. deve sempre tenere conto dell’impatto sulla sfera dei cittadini e delle imprese, conformemente a un principio di accountability.

L’impatto dell’azione amministrativa sul privato "non può essere trascurato, né assorbito, né ridotto forfettariamente in ragione di un interesse pubblico asseritamente prevalente: esso va considerato puntualmente e quantificato, anche avvalendosi dei necessari strumenti economici".