NF 1/2018 - Pillole di giurisprudenza

Leveraged buyout – Abuso del diritto – Valide ragioni economiche

CTP Bergamo, sentenza n. 576/1/17

L’operazione di acquisizione di una società target mediante indebitamento non può essere considerata un abuso del diritto (ex articolo 10-bis della legge n. 212/2000) laddove i soci delle due società non siano i medesimi e l’operazione presenta valide ragioni economiche sotto il profilo sostanziale e commerciale. L’Amministrazione Finanziaria aveva invece riqualificato una serie di negozi giuridici (cessioni quote detenute dall’incorporata, previa rivalutazione delle stesse, e successiva fusione per incorporazione), ipotizzando che lo schema adottato fosse finalizzato esclusivamente a conseguire un illegittimo risparmio d’imposta.

Contenzioso tributario – Inammissibilità appello – Motivi impugnazione

CTR Toscana, sentenza n. 2603/8/17 del 18 dicembre 2017

La mancanza o l’assoluta incertezza dei motivi specifici dell’impugnazione non sono ravvisabili qualora il gravame, benché formulato in modo sintetico, contenga una motivazione interpretabile in modo inequivoco. Nel processo tributario, infatti, gli elementi di specificità dei motivi possono essere ricavati, anche per implicito, dall’intero atto di impugnazione considerato nel suo complesso, comprese le premesse in fatto, la parte espositiva e le conclusioni.

Transfer pricing – Metodo – Contraddittorio anticipato

CTR Lombardia, sentenza n. 3026/24/2017

In materia di prezzi di trasferimento, l’Ufficio non può modificare il metodo di determinazione dei prezzi durante la fase istruttoria, emanando un avviso di accertamento fondato su rilievi diversi rispetto al PVC originario, senza prima consentire all’impresa di esporre le proprie osservazioni. Un simile comportamento violerebbe i doveri di lealtà e collaborazione fissati dallo Statuto del contribuente e rende quindi nulla la contestazione.

Decreto 231/2001 – Responsabilità società per reato dell’amministratore

Corte di Cassazione, sentenza n. 295/17 del 9 gennaio 2018

La società è condannata in base al D.Lgs. n. 231/2001 quando il reato del legale rappresentante (nel caso di specie un amministratore) è compiuto nell’interesse della S.p.A.. La truffa sui fondi UE ideata dall’amministratore unico, finalizzata a incassare i contributi comunitari senza successivamente reinvestirli nelle finalità per cui gli stessi erano stati concessi, infatti, configura la responsabilità della società, in quanto le condotte trovano una spiegazione e una causa nella vita societaria e consentono un indebito arricchimento finanziario dell’azienda.