NF 11/2018 - Corporate Tax

Con una recente risposta a istanza di interpello, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta in merito alla possibile applicazione del regime agevolato del “Patent Box” ai proventi conseguiti da un’azienda informatica per la concessione in uso dei software realizzati e delle relative personalizzazioni (risposta n. 52, pubblicata il 25 ottobre 2018).

Il regime opzionale del Patent Box, introdotto dalla legge n. 190/2014, prevede una detassazione per i redditi derivanti dallo sfruttamento economico di opere dell’ingegno, di brevetti industriali, di disegni e modelli, nonché di processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili.

Nel caso prospettato all’Amministrazione Finanziaria, l’azienda consentiva l’utilizzo dei software proprietari attraverso l’accesso a una piattaforma web cloud, invece che mediante l’installazione fisica dei programmi sulle postazioni di lavoro dei clienti.

Richiamandosi al principio OCSE del c.d. “Nexus approach”, l’Agenzia fa riferimento ai chiarimenti già forniti con la risoluzione n. 28/E del 2017.

In tale documento era stato precisato che i canoni periodici per l’utilizzo di software applicativi in cloud non rientrano tra le attività di sviluppo, mantenimento e accrescimento del valore economico del software con prerogativa autoriale.

Pertanto, tali componenti reddituali devono essere esclusi dal regime di favore del Patent Box, anche qualora i ricavi siano inclusi nel canone di concessione del software.