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Overview

Situazione emergenziale e forme di sostegno alle imprese

La situazione emergenziale ha richiesto e tutt’ora richiede enormi sforzi da parte del Governo e delle Istituzioni per garantire un sostegno economico e finanziario alle imprese in forte difficoltà. Le forme di sostegno alle imprese sono classificabili in misure per la liquidità, per la patrimonializzazione ed i contributi a fondo perduto a favore dei soggetti che hanno subito riduzioni del fatturato.

Si tratta di provvedimenti d'urgenza emanati tra marzo e novembre 2020:

  • Decreto Cura Italia (D.L. 17 marzo 2020, n. 18 convertito con L. 24 aprile 2020, n. 27);
  • Decreto Liquidità (D.L. 8 aprile2020, n.23 convertito con L. 5 giugno 2020, n. 40);
  • Decreto Rilancio Italia (D.L. 19 maggio 2020, n.34 convertito con L. 17 luglio 2020, n. 77);
  • Decreto Agosto (D.L. 14 agosto 2020 convertito con L. 13 ottobre 2020, n. 126);

e ben 4 Decreti cosiddetti Ristori durante lo scorso autunno. La legge di bilancio 2021 (L. n. 178/2020) ha poi prorogato alcune misure emergenziali al 30 giugno 2021, in ragione dell'estensione del quadro europeo temporaneo sugli aiuti di Stato adottato dalla Commissione UE per consentire agli Stati membri di sostenere il tessuto produttivo nel contesto della pandemia di COVID-19. In data 29 gennaio 2021, infatti, la Commissione Europea ha prorogato fino al prossimo 31 dicembre il c.d. Temporary Framework per gli aiuti di Stato (meccanismo a sostegno dell’economia durante la crisi causata dalla pandemia), aumentando i massimali.

Tenuto conto, infatti, della persistente incertezza economica e delle stringenti misure nazionali volte a limitare la diffusione del virus, Bruxelles, insieme alla proroga del regime, ha deciso di aumentare i massimali di aiuto concesso nell'ambito del quadro temporaneo:

  • 225 mila euro per impresa operante nella produzione primaria di prodotti agricoli (in precedenza 100 mila);
  • 270 mila euro per impresa operante nel settore della pesca e dell'acquacoltura (precedentemente 120 mila);
  • 1,8 milioni per le imprese in tutti gli altri settori (in precedenza 800mila euro).

Come in passato, questi aiuti possono essere combinati con aiuti "de minimis" fino a 200 mila euro per impresa - fino a 30 mila per impresa operante nel settore della pesca e dell'acquacoltura e fino a 25 mila per impresa operante nel settore agricolo - nell'arco di tre esercizi finanziari.

Per le imprese particolarmente colpite dalla crisi da Covid-19, con perdite di fatturato pari ad almeno il 30% rispetto al 2019, lo Stato può contribuire a sostenere parte dei costi fissi che non sono coperti dalle entrate, per un importo fino a 10 milioni di euro per impresa (in precedenza il limite era stabilito a 3 milioni).

Inoltre, è consentito agli Stati membri di convertire, fino al 31 dicembre 2022, gli strumenti rimborsabili concessi - inclusi i prestiti - in sovvenzioni dirette, anche in una fase successiva: l'obiettivo è spingere gli Stati a scegliere, in primo luogo, strumenti rimborsabili come forma di aiuto.

Nell’ultimo anno, quindi, la produzione normativa volta a prevenire ed arginare gli effetti negativi sul sistema economico è stata imponente.

Ad oggi il Governo sta lavorando per emanare entro la fine della prossima settimana un nuovo decreto di natura economica (Decreto Sostegno o Decreto Ristori-quinques che dir si voglia) volto a sostenere i settori economici maggiormente in difficoltà viste le oramai stabili limitazioni all’esercizio delle attività economiche.

Le normative soprariportate hanno introdotto varie misure di più o meno immediata efficacia volte a sostenere le attività produttive secondo modalità differenti. Ad esempio il Decreto Rilancio ha introdotto lo stralcio sia del saldo Irap 2019 che del primo acconto 2020 (art. 24 D.L. 34/2020).

Tale misura, che certamente ha aiutato quelle imprese che presentavano un reddito imponibile IRAP positivo nell’anno 2019, allo stesso modo, non ha prodotto benefici per i soggetti maggiormente in difficoltà già nel periodo ante pandemia e che, quindi, presentavano una ridotta o nulla redditività nel periodo d’imposta 2019. Il provvedimento, nella sostanza, ha determinato per le imprese un beneficio economico-finanziario di entità direttamente proporzionale al reddito prodotto nel 2019.

Inoltre diversi provvedimenti hanno sostanzialmente proposto una proroga di alcuni dei versamenti dovuti per il 2020, rimandandoli al prossimo 16 marzo o al 30 aprile 2021. Tali proroghe però non hanno la caratteristica necessaria per essere considerati degli stimolatori volti a sostenere lo sviluppo, essendo nella pratica soltanto la posticipazione di versamenti che saranno comunque effettuati dai contribuenti.

Altre misure hanno invece tentato di sostenere la liquidità delle imprese sia concedendo dei contributi a fondo perduto commisurati alla perdita di fatturato dovuta all’emergenza epidemiologica, sia favorendo l’accesso al credito attraverso la concessione di varie forme di garanzia o di altre forme agevolative. Vi sono poi diversi esempi anche di misure agevolative ibride, quali la concessione di finanziamenti a tassi agevolati (già esistenti ante pandemia) e con una componente a fondo perduto. È il caso ad esempio dei finanziamenti gestiti dalla società Sace - Simest del Gruppo Cassa e Depositi e Prestiti volti a favorire l’internazionalizzazione (c.d. Fondo 394/81).

Tali finanziamenti, concessi ad un tasso agevolato pari a un decimo del tasso di rendistato e con una quota a fondo perduto che può arrivare fino al 50% del valore del capitale finanziato, sono volti a investire sullo sviluppo internazionale delle PMI e delle MidCap italiane, sostenendo la loro patrimonializzazione, la partecipazioni a fiere internazionali, l’inserimento su mercati esteri, l’assunzione di figure professionali altamente specializzate nei processi di internazionalizzazione nonché la formazione del proprio personale, lo sviluppo di piattaforme e marketplace per la promozione dei propri prodotti ed infine gli studi di fattibilità per valutare la convenienza nell’inserimento in nuovi mercati.

Tali misure, certamente molto efficaci per lo sviluppo internazionale delle aziende italiane (e molto costose per lo Stato), hanno avuto un grande successo ed hanno esaurito i fondi stanziati in brevissimo tempo (già a metà ottobre 2020 la finestra per presentare le domande di finanziamento è stata chiusa dalla società Simest). La Legge di Bilancio 2021 ha rifinanziato in maniera importante il citato fondo rotativo 394 per l’internazionalizzazione al fine di far fronte alle domande presentate sino ad Ottobre 2020. Si attendono auspicabilmente ulteriori fondi che permettano una prossima riapertura per il 2021.

Tali finanziamenti, concessi ad un tasso agevolato pari a un decimo del tasso di rendistato e con una quota a fondo perduto che può arrivare fino al 50% del valore del capitale finanziato, sono volti a investire sullo sviluppo internazionale delle PMI e delle MidCap italiane, sostenendo la patrimonializzazione, la partecipazioni a fiere internazionali, l’inserimento su mercati esteri, l’assunzione di figure professionali altamente specializzate nei processi di internazionalizzazione, la formazione del proprio personale, lo sviluppo di piattaforme e marketplace per la promozione dei prodotti ed infine gli studi di fattibilità per valutare la convenienza nell’inserimento in nuovi mercati.

Congiuntamente ai crediti d’imposta, il comma 12 del medesimo articolo, con l’istituzione del Fondo soprarichiamato gestito da Invitalia, introduce la possibilità di sottoscrizione, entro il 31 dicembre 2020, di obbligazioni o titoli di debito subordinati emessi dalle società di capitali con ricavi fra i 10 e i 50 milioni di euro, ed un numero di dipendenti inferiore a 250, e che hanno effettuato, entro la medesima data del 30 giugno 2021, un aumento di capitale pari ad almeno 250.000 euro.

Con questa forma di co-investimento, lo Stato si impegna a sottoscrivere un debito subordinato emesso dall'impresa per un ammontare massimo pari al minore tra 3 volte l'aumento di capitale privato ed il 12,5% del fatturato 2019, senza alcuna valutazione del merito di credito e con una remunerazione ad un tasso agevolato. I principali benefici attesi da questa misura sono, tra gli altri: il rafforzamento della struttura patrimoniale delle PMI grazie all’apporto dei capitali privati e all’effetto leva del prestito statale; l’immediata liquidità disponibile per le aziende; ed una maggiore facilità di accesso al credito bancario.

Per le società di maggiori dimensioni, con fatturato superiore ai 50 milioni di euro, l’art. 27 del Decreto Rilancio ha istituito il fondo pubblico denominato “Patrimonio Destinato”, gestito direttamente da CDP. Il fondo, con una dotazione di 44 miliardi di euro, potrà muoversi lungo due canali operativi:

  • all’interno del Temporary Framework sopracitato il fondo potrà, entro Settembre 2021, finanziare le società attraverso aumenti di capitale o sottoscrizione di obbligazioni convertibili o meno con inserimenti di liquidità da 1 a 100 milioni di euro;
  • alternativamente il Fondo opererà per 12 anni all’interno del mercato a favore di imprese di interesse nazionale, per il settore in cui operano o per la loro rilevanza dimensionale od occupazionale e manifestare una situazione economico/finanziaria che mini la continuità aziendale (che non si sia già palesata prima del 31 dicembre 2019).

Un’ulteriore categoria di misure introdotte dal Governo riguarda le agevolazioni volte a sostenere gli investimenti per favorire la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo imprenditoriale italiano. Tra le misure maggiormente interessanti che durante questo periodo emergenziale sono state introdotte, o modificate e rafforzate, vi sono sicuramente:

  • la rivalutazione dei beni di impresa riproposta dal Decreto Agosto e ampliata alle immobilizzazioni immateriali dalla Legge di Bilancio 2021,
  • il credito d’imposta per le attività R&S 2021, rafforzato rispetto all’agevolazione prevista per l’anno precedente dalla Legge di Bilancio 2021,
  • il regime opzionale del patent box volto a sostenere gli investimenti in beni immateriali relativi a brevetti e know how.

All’interno della prossima sezione “il parere dell’esperto”, verranno analizzati gli effetti incrociati che derivano direttamente dall’utilizzo di questi strumenti come stimolatori dello sviluppo.

“L’approfondimento” invece tratterà un tema parimenti interessante e di estrema attualità, ovvero la sospensione degli ammortamenti per l’esercizio 2020 che, insieme alla rivalutazione dei beni strumentali, ha l’obbiettivo di alleggerire la situazione patrimoniale ed economica delle imprese che stanno subendo una considerevole contrazione dei ricavi dovuta alla situazione emergenziale.

 

Per maggiori informazioni potete contattare Marco Pane.