• Pillole di giurisprudenza

NF 4/2019 - Pillole di giurisprudenza

Omessa dichiarazione – Accertamento induttivo – Legittimità presunzioni
CTR Campania, sentenza n. 2456/7/19 del 20 marzo 2019

In caso di omessa dichiarazione, l’Ufficio può ricostruire il reddito complessivo del contribuente sulla base dei dati e
delle notizie comunque raccolti o venuti a sua conoscenza, con la facoltà, tra l’altro, di ricorrere a presunzioni “super
semplici”, ossia prive dei requisiti di cui all’art. 38, co. 3, del D.P.R. n. 600/1973. Queste ultime comportano l’inversione
dell’onere della prova a carico del contribuente, il quale può fornire elementi contrari, tesi a dimostrare che il reddito
non è stato prodotto o che è stato prodotto in misura inferiore a quella indicata dall’Agenzia delle Entrate.

Reati tributari – Riqualificazione imputazione – Responsabilità
Corte di Cassazione penale, sentenza n. 15500 del 9 aprile 2019

È legittima la condanna in appello per dichiarazione fraudolenta, ex articolo 3 del D.Lgs. n. 74/2000, sebbene
l’imputazione iniziale a carico del rappresentante legale di una società fosse quella di dichiarazione infedele, ex
articolo 4 del medesimo D.Lgs.. La riqualificazione del reato è ammessa se, nel corso del procedimento, l’imputato ha
fornito elementi in ordine alla configurazione di una differente condotta delittuosa, che facciano emergere l’attività
ingannatoria posta a sostegno dell’infedeltà materializzata nella dichiarazione.

Diritto di usufrutto – Rinuncia – Effetti fiscali
Corte di Cassazione civile, ordinanza n. 2252 del 28 gennaio 2019

L’atto recante la rinuncia al diritto di usufrutto è soggetto all’applicazione delle imposte ipotecaria e catastale in
misura proporzionale. La rinuncia a un diritto reale va infatti equiparata ai fini fiscali a un trasferimento (atto soggetto
a tassazione con aliquota proporzionale). Ciò in quanto la rinuncia genera un arricchimento nella sfera giuridica
altrui, ossia quella del nudo proprietario, come tale soggetta a imposta ipo-catastale.

Contenzioso tributario – Contributo unificato – Domicilio eletto
Corte Costituzionale, sentenza n. 67 del 29 marzo 2019

La notifica dell’invito al pagamento del contributo unificato tributario (CUT) al domicilio eletto presso il difensore non
costituisce lesione del diritto del contribuente alla conoscenza della procedura di riscossione del CUT. La notifica
presso il domicilio eletto infatti non viola il fondamentale diritto del destinatario della notificazione ad essere posto in
condizione di conoscere, con l’ordinaria diligenza e senza necessità di effettuare ricerche di particolare complessità, il
contenuto dell’atto e l’oggetto della procedura instaurata nei suoi confronti.

 

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