• Crediti ceduti e IVA: interpello Agenzia Entrate

NF 4/2019 - VAT

Con la risposta a interpello n.91 del 1 aprile 2019, l’Agenzia delle Entrate si è occupata della possibilità del cessionario di un credito pro-solvendo di poter recuperare l’IVA sull’operazione sottostante a seguito di infruttuose procedure concorsuali. L’Agenzia ha esaminato la possibilità per il cessionario di potersi insinuare nella procedura e di poter beneficiare della possibilità di un'eventuale variazione in diminuzione IVA, qualora il suo credito non sia soddisfatto.

Pro-soluto e pro-solvendo

Per poter meglio apprezzare le differenze tra le due situazioni, vale la pena di esaminare quanto stabilito dall’art. 1267 Cod. civ.: “il cedente non risponde della solvenza del debitore”. In questo caso, come specifica la risposta n. 91 in esame “il cedente è liberato nel momento in cui cede il credito al cessionario (cessione pro-soluto)”. Per contro, ci troviamo di fronte ad una cessione pro-solvendo qualora il cedente assuma “la garanzia della solvibilità del credito, rispondendo così dell’inadempimento del debitore ceduto”

Variazioni in diminuzione IVA

L’art. 26, comma 2, del D.P.R. n.633/1972 consente al soggetto passivo IVA che ha effettuato una cessione di beni o servizi, di poter procedere ad una variazione in diminuzione corrispondente all’IVA non incassata. L’infruttuosità, tuttavia, deve assumere carattere definitivo e, nel caso del fallimento, “la procedura può considerarsi conclusa con il decreto che dichiara esecutivo il riparto finale … o, in alternativa, con il decreto di chiusura del fallimento” stesso.

Soggetto legittimato ad agire

Nel caso esaminato con la risposta n. 91 del 2019, la cessione dei crediti si è realizzata precedentemente alle dichiarazioni di fallimento delle società cedenti, per cui solo il cessionario, titolare del credito ceduto, era legittimato a insinuarsi nel passivo. L’Amministrazione Finanziaria riconosce così che nella cessione del credito pro-solvendo il cessionario possa emettere note di variazione in diminuzione, a nulla rilevando “la circostanza che il soggetto insinuatosi nel passivo sia un soggetto diverso rispetto a quello che ha assolto l’IVA al momento dell’effettuazione dell’operazione”.

 

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