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Liti sulla doppia imposizione, l’Europa detta nuove regole

Paolo Besio Paolo Besio

Paolo Besio sul tema delle liti sulla doppia imposizione

Paolo Besio interviene sul tema delle liti sulla doppia imposizione e delle nuove regole introdotte dall’Unione Europea in un articolo pubblicato dal mensile “Le Fonti Legal”.

Una recente direttiva UE n. 2017/1852 introduce uno strumento di risoluzione delle controversie in materia di doppia imposizione fiscale nei paesi europei che dovrà essere recepito dagli stati membri entro il 30 giugno 2019 e che mira a ridurre le liti tra due o più stati UE con una procedura unitaria che ha l’obiettivo di superare le distorsioni dovute all’interpretazione e applicazione disomogenea delle disposizioni contenute negli accordi e nelle convenzioni fiscali bilaterali. Secondo i fiscalisti italiani servirà a limitare un contenzioso che ha già raggiunto quota 10,5 miliardi. Anche se le criticità non mancano.

“L’effetto auspicabile”, spiega Paolo Besio, partner di Bernoni Grant Thornton, “è la certezza di eliminare la doppia imposizione in tempi compatibili con le esigenze delle imprese. L’Italia è pronta a impegnarsi in questa direzione, lo ha già dichiarato anche ai fini dello strumento multilaterale e l’Action 14 del pacchetto BEPS.

Gli aspetti positivi sono, in primo luogo, l’introduzione di meccanismi automatici, in ciascuna fase della procedura, finalizzati a dare garanzia di celerità della procedura e di certezza di risultato. In secondo luogo l’ampliamento del campo di applicazione a molteplici ipotesi di doppia imposizione e non più limitato ai prezzi di trasferimento.

Le criticità sono legate all’effettivo e tempestivo funzionamento dei suddetti meccanismi, considerato che sono affidati ai tribunali, in caso di inadempimento da parte delle amministrazioni finanziarie. È auspicabile l’impegno a rivedere i meccanismi periodicamente per assicurare una sempre maggiore efficacia ed efficienza della direttiva”.

Inoltre, a parere di Besio, le criticità che rendono così lunghe e incerte le Map in Italia sono in realtà “comuni a quasi tutte le competent authority. Il primo problema riguarda l’organico, assolutamente insufficiente rispetto alle procedure attuali ma, soprattutto, a quelle future, che certamente aumenteranno per effetto dei BEPS e, più in generale, della sempre crescente attività di verifica delle amministrazioni finanziarie.