A livello globale, l’incertezza economica registra una contrazione dell’8%, scendendo dal 62% al 54%. Il quadro cambia sia nell’Unione Europea che in Italia, dove il dato si mostra in crescita: +1% nell’Unione Europea (dal 48% al 49%) e +9% in Italia (dal 48% al 57%). Per l’Italia si tratta del valore più elevato dal primo trimestre 2024, mentre per l’Unione Europea è il massimo dal primo semestre 2023.
Le preoccupazioni legate all’accesso ai finanziamenti diminuiscono a livello globale (-7%, dal 48% al 41%) e restano stabili nell’Unione Europea al 37%. In Italia, al contrario, si registra un forte aumento: +12% rispetto al trimestre precedente, passando dal 39% al 51%.
In calo anche la quota di imprenditori preoccupati per la sicurezza informatica a livello globale, che scende del 4% (dal 55% al 51%). La tendenza è contraria nell’Unione Europea e in Italia, dove il dato cresce rispettivamente del 4% (dal 41% al 45%) e del 7% (dal 40% al 47%).
Per quanto riguarda le tensioni geopolitiche, i timori delle imprese diminuiscono a livello globale (-6%, dal 52% al 46%), mentre aumentano sia nell’Unione Europea (+1%, dal 46% al 47%) che in Italia (+7%, dal 49% al 56%).
La percezione dell’aumento della competitività come fattore critico è in flessione a livello globale (-6%, dal 54% al 48%) e nell’Unione Europea (-2%, dal 43% al 41%). In controtendenza l’Italia, dove il dato cresce del 4%, passando dal 49% al 53%.
La preoccupazione per la diminuzione di ordini futuri diminuisce del 5% a livello globale (dal 52% al 47%), mentre rimane stabile sia nell’Unione Europea (39%) che in Italia (45%). Anche i timori legati alla supply chain sono in diminuzione a livello globale (-4%, dal 49% al 45%) e stabili al 39% nell’Unione Europea e al 41% in Italia.