Secondo l’ultimo International Business Report (IBR) di Grant Thornton, nel 4° trimestre del 2025 la fiducia delle imprese del mid-market nella ripresa economica diminuisce del 2% a livello globale, rimane stabile nell’Unione Europea e in Italia registra un lieve incremento di un punto percentuale, attestandosi al 61%.

  • In netta crescita le preoccupazioni degli imprenditori italiani sui temi legati all’incertezza economica (+9%), l’accesso ai finanziamenti (+12%), la cybersecurity (+7%) e le criticità geopolitiche (+7%)
  • Diminuiscono le aspettative degli imprenditori italiani su un possibile aumento degli investimenti in innovazione tecnologica (-14%) e ricerca e sviluppo (-5%)

Ottimismo economico e incertezza: 2020–2025

Milano, 22 gennaio 2026 – Secondo l’ultimo International Business Report (IBR) realizzato dal network di consulenza internazionale Grant Thornton, nel quarto trimestre del 2025 la fiducia delle imprese del mid-market segue un andamento contrastante. L’indagine, che ha coinvolto oltre 2.500 dirigenti di imprese a livello globale, evidenzia una diminuzione di due punti percentuali dell’ottimismo a livello globale, che passa dal 76% al 74%. Il trend rimane invece stabile nell’ Unione Europea (61%) e in Italia, dove il dato mostra un aumento di un solo punto percentuale (dal 59% al 60%).

Principali criticità percepite: Q3 2025 - Q4 2025

A livello globale, l’incertezza economica registra una contrazione dell’8%, scendendo dal 62% al 54%. Il quadro cambia sia nell’Unione Europea che in Italia, dove il dato si mostra in crescita: +1% nell’Unione Europea (dal 48% al 49%) e +9% in Italia (dal 48% al 57%). Per l’Italia si tratta del valore più elevato dal primo trimestre 2024, mentre per l’Unione Europea è il massimo dal primo semestre 2023.

Le preoccupazioni legate all’accesso ai finanziamenti diminuiscono a livello globale (-7%, dal 48% al 41%) e restano stabili nell’Unione Europea al 37%. In Italia, al contrario, si registra un forte aumento: +12% rispetto al trimestre precedente, passando dal 39% al 51%.

In calo anche la quota di imprenditori preoccupati per la sicurezza informatica a livello globale, che scende del 4% (dal 55% al 51%). La tendenza è contraria nell’Unione Europea e in Italia, dove il dato cresce rispettivamente del 4% (dal 41% al 45%) e del 7% (dal 40% al 47%).

Per quanto riguarda le tensioni geopolitiche, i timori delle imprese diminuiscono a livello globale (-6%, dal 52% al 46%), mentre aumentano sia nell’Unione Europea (+1%, dal 46% al 47%) che in Italia (+7%, dal 49% al 56%).

La percezione dell’aumento della competitività come fattore critico è in flessione a livello globale (-6%, dal 54% al 48%) e nell’Unione Europea (-2%, dal 43% al 41%). In controtendenza l’Italia, dove il dato cresce del 4%, passando dal 49% al 53%.

La preoccupazione per la diminuzione di ordini futuri diminuisce del 5% a livello globale (dal 52% al 47%), mentre rimane stabile sia nell’Unione Europea (39%) che in Italia (45%). Anche i timori legati alla supply chain sono in diminuzione a livello globale (-4%, dal 49% al 45%) e stabili al 39%  nell’Unione Europea e al 41% in Italia. 

Prospettive di crescita: Q3 2025 - Q4 2025

Influenzate dal calo della fiducia a livello globale, le aspettative di un aumento dei prezzi di vendita registrano una contrazione su tutti i principali mercati: -4% a livello globale (dal 53% al 49%), -2% nell’Unione Europea (dal 50% al 48%) e un più marcato -8% in Italia, dove il dato scende dal 49% al 41%. Anche le previsioni di crescita del fatturato risultano in diminuzione su tutti i mercati analizzati: a livello globale si registra un calo del 2% (dal 64% al 62%), mentre nell’Unione Europea la flessione è più significativa (-4%, dal 61% al 57%). In Italia il dato arretra di 7 punti percentuali, passando dal 66% al 59%.

Si osserva inoltre un calo complessivo delle aspettative di espansione verso nuovi mercati, con una lieve riduzione a livello globale (-1%, dal 48% al 47%), più marcata nell’Unione Europea (-5%, dal 44% al 39%) e in Italia (-4%, dal 47% al 43%). Per quanto riguarda l’aumento dei ricavi nei mercati internazionali, le previsioni sono in diminuzione sia a livello globale (-3%, dal 50% al 47%) che nell’Unione Europea (-2%, dal 46% al 44%), mentre in Italia il dato rimane stabile al 46%.

Il numero di imprenditori che si attendono un aumento della redditività diminuisce del 2% a livello globale (dal 66% al 64%) e dell’1% nell’Unione Europea (dal 55% al 54%). In controtendenza l’Italia, che registra un incremento del 3%, passando dal 51% al 54%. Un andamento analogo si riscontra anche nelle previsioni di aumento del numero di dipendenti: a livello globale si rileva una flessione del 3% (dal 57% al 54%) e del 4% nell’Unione Europea (dal 49% al 45%). In Italia, invece, il dato cresce del 5%, passando dal 41% al 46%.

Infine, sul fronte dei salari, sia l’Unione Europea che l’Italia mostrano un aumento delle aspettative di crescita delle retribuzioni, rispettivamente dell’1% (dall’86% all’87%) e del 6% (dall’80% all’86%). In lieve calo, invece, il dato globale, che scende di un punto percentuale dall’89% all’88%.

Strategie d'investimento: Q1 2025 - Q4 2025

In Italia e a livello globale si registra una riduzione degli investimenti in innovazione tecnologica. In Italia il calo è particolarmente significativo (-14%, dal 67% al 53%), mentre a livello globale la contrazione è più contenuta (-1%, dal 68% al 67%). L’Unione Europea mostra invece un quadro stabile, con il dato fermo al 62%. Gli investimenti in ricerca e sviluppo diminuiscono del 5% in Italia, passando dal 59% al 54%, restano invariati nell’Unione Europea al 52% e crescono dell’1% a livello globale (dal 60% al 61%).

Per quanto riguarda gli investimenti nel brand e nella valorizzazione dell’immagine aziendale, emergono dinamiche divergenti: si osserva una flessione a livello globale (-3%, dal 62% al 59%) e nell’Unione Europea (-2%, dal 52% al 50%), a fronte di una crescita in Italia pari al 2% (dal 45% al 47%). Un andamento analogo caratterizza i macchinari, in calo sia a livello globale (-5%, dal 52% al 47%) che nell’Unione Europea (-4%, dal 48% al 44%). In controtendenza l’Italia, con un aumento del 3% (dal 44% al 47%).

Infine, gli investimenti nello sviluppo delle competenze dei dipendenti risultano in diminuzione su tutti i livelli di analisi: -5% in Italia (dal 46% al 41%) e in Unione Europea (dal 50% al 45%), e -2% a livello globale, con il dato che scende dal 59% al 57%.

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L’ultima analisi condotta da Grant Thornton International evidenzia un clima di evidente prudenza tra le imprese italiane, con un rallentamento delle aspettative su innovazione, ricerca e sviluppo e crescita del fatturato, espansione nei mercati internazionali, e con un aumento dell’incertezza economica. Ciò nonostante, tiene il dato sulla fiducia mentre aumentano le aspettative di incremento della redditività e diminuiscono quelle sull’incremento dei prezzi di vendita. Tale scenario evidenzia un quadro moderato in cui gli investimenti nel fattore capitale ed in quello umano non forniscono il contributo sperato alla crescita del mercato.
Alessandro Dragonetti Head of Tax