Corriere della Sera

Delega fiscale: prevenire è meglio che accertare

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La proposta della “cooperative compliance” che chiede alle aziende una sorta di collaborazione dovrebbe prevedere anche la copertura penale in caso di ravvedimento
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I commercialisti italiani l'hanno definita rivoluzione copernicana e svolta epocale. Le definizioni sono riferite alla norma, inserita nella delega fiscale, concordato preventivo biennale per imprese e lavoratori autonomi. La cosiddetta cooperative compliance segna un radicale cambiamento nella lotta all'evasione perché modifica il modello dal tipo repressivo-punitivo a uno di tipo preventivo-collaborativo. La delega fiscale è ancora in fase di approvazione parlamentare e potrà subire delle modifiche e qualche cambiamento.

Un cambio di prospettiva che richiederà una formazione innovativa di funzionari e dirigenti dell'Agenzia delle Entrate, compito che è stato affidato da un recente intervento normativo alla Scuola nazionale della pubblica amministrazione. Sul fronte delle imprese sarà necessaria una nuova cultura per la quale avranno un ruolo centrale i commercialisti, una rete di oltre 120 mila professionisti qualificati diffusa su tutto il territorio nazionale. 

«Le norme sulla cooperative compliance - spiega Giuseppe Bernoni, fondatore dello studio internazionale Bernoni Grant Thornton ed ex presidente nazionale dei commercialisti -

richiedono per la loro efficacia (riduzione o eliminazione delle sanzioni amministrative e penali) la presentazione allargata della situazione tributaria del contribuente attraverso un modello di rilevazione inerente alla gestione del rischio fiscale. Modello da realizzarsi da parte di un professionista qualificato. 

Per predisporre tale modello complesso e di non facile redazione, così come richiesto dalla legge, necessita un professionista come il commercialista che è dotato non solo di competenze fiscali, ma anche di capacità organizzative e contabili derivanti dall'esercizio continuo della specifica attività professionale svolta, dovendo evidenziare nel modello, tra l'altro, una serie di importanti informazioni e dati sul sistema di governo aziendale e controlli interni».

Visto con la lente dei professionisti, l'inserimento nella delega fiscale del concordato preventivo biennale può rappresentare una buona notizia per la lotta all'evasione? «Solo se - afferma Bernoni - un numero adeguato di imprese aderiranno volontariamente all'adempimento collaborativo essendo disponibili a presentare il modello di rischio fiscale richiesto dalla legge».

 

Isidoro Trovato, Corriere della Sera - L'Economia