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Global Business Pulse

Le questioni chiave per le imprese tecnologiche nel 2021

Renato Sesana
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Il 2020 è stato un anno turbolento per molte imprese; per quelle del settore tecnologico, invece, ha comportato un elevato potenziale di crescita.
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L’avvento di Industria 4.0 prova che il settore tecnologico stava già crescendo in modo stabile, ma l’improvvisa impennata dello smart working, dello shopping online, della salute digitale e dell’apprendimento virtuale ha implicato un aumento della domanda di soluzioni tecnologiche e di comunicazione da parte delle imprese.

Infatti, la ricerca globale di Grant Thornton – che fornisce una panoramica sulle opinioni e sulle aspettative delle imprese – mostra che il 44% delle imprese tecnologiche a livello globale ha aumentato i propri ricavi di oltre il 5% nel 2020, rispetto al 35% delle imprese negli altri settori[i]. Inoltre, il 34% delle imprese del settore tecnologico ha aumentato le proprie esportazioni di oltre il 5% e il 21% si è addentrata in nuovi mercati geografici, rispetto al solo 23% e 12%, rispettivamente, in tutti gli altri settori.

Renato Sesana, Partner di Bernoni Grant Thornton, ha così commentato: “La crisi pandemica ha comportato una crisi importante in molti settori di business, dal turismo, alla ristorazione, dal settore dell’abbigliamento a quello del commercio al dettaglio in generale; al contrario il settore delle imprese tecnologiche ha avuto una crescita importante, aumentando i ricavi a livello globale.

Sarà quindi possibile mantenere questi trend di crescita anche per il 2021? La ricerca che Grant Thornton ha effettuato a livello globale evidenzia alcuni driver che dovrebbero permettere al settore delle imprese tecnologiche di continuare nel proprio percorso di crescita anche tenendo in considerazione alcune minacce che potrebbero ostacolare tale crescita quali l’aumento del costo del personale ICT, oltre alla difficoltà nel reclutare personale competente, i vincoli regolatori o, infine, i regimi fiscali che si stanno introducendo sui servizi digitali”.

Con la “nuova normalità” che si sta pian piano creando nel mondo, però, cosa succederà a questo slancio? Alcuni sostengono che gli effetti positivi del 2020 persisteranno anche nel 2021 e oltre, man mano che si consolideranno le abitudini derivanti dalla nuova comodità e produttività consentite dalla tecnologia.

Altri affermano che le imprese che hanno tratto grande vantaggio nel periodo della pandemia non avranno un posizionamento così forte nel mondo post-vaccini. La nostra ricerca mostra che l’approccio delle imprese tecnologiche rimane per la maggior parte prudente con riferimento alle performance future, dato che solo il 52% delle imprese si aspetta un aumento dei ricavi nei prossimi 12 mesi.

Di seguito riportiamo alcune questioni fondamentali che le imprese tecnologiche si troveranno ad affrontare nel 2021.

1. Come accrescere la resilienza ai cambiamenti dei clienti?

I comportamenti dei clienti sono cambiati quasi da un momento all’altro quando è scoppiata la pandemia. Tutti i settori si sono dovuti adattare velocemente al cambiamento per poter sopravvivere. La maggior parte dei cambiamenti nei comportamenti hanno portato a un aumento diretto della dipendenza dalla tecnologia. Per le imprese del settore tecnologico molti di questi cambiamenti erano già in pipeline – sono stati solamente accelerati o amplificati – e le stesse si sono trovate obbligate a crescere per poter sopravvivere.

Mentre l’ottimismo è aumentato nettamente in molte economie, il 63% delle imprese tecnologiche intervistate afferma che l’incertezza economica è uno dei principali limiti alla propria crescita ed espansione. Un altro ostacolo individuato a livello globale dal 52% degli intervistati e dal 54% delle imprese del settore tecnologico è una riduzione della spesa dei clienti prevista nei prossimi 12 mesi. Questo è particolarmente evidente in APAC, dove il 61% delle società si aspetta che una riduzione della domanda ostacolerà la performance aziendale.

Grafico 1 – La riduzione della domanda come ostacolo aziendale

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Guardando i dati, il focus nel prossimo anno sarà la ristrutturazioneaziendale, per adattarsi al cambiamento improvviso. In tutte e tre le regioni, l’investimento in IT e in R&S è la priorità per il 2021. Sebbene sia previsto un calo nella spesa da parte dei clienti, la nostra ricerca mostra che sono poche le imprese che hanno posto in essere strategie per far fronte ai cambiamenti nel comportamento dei clienti o nelle dinamiche concorrenziali, o in diversi scenari, per il graduale aumento delle operazioni aziendali.

È probabile che anche nel 2021 ci sarà una forte dipendenza dalla tecnologia – ma quanto forte?

Si prevede che i consumatori saranno più sensibili al prezzo e, man mano che i programmi vaccinali e i trattamenti avanzati proseguono in tutto il mondo, le persone stanno tornando al lavoro, a scuola e nei negozi. Sebbene per molti lo smart working e lo shopping online siano state delle esperienze demistificanti e ben accolte, sembra che in generale si propenda verso un approccio “ibrido” per il futuro – una combinazione di fisico e digitale, e le imprese del settore tecnologico dovranno essere in grado soddisfare questa combinazione.

2. Come raggiungere e fidelizzare il talento?

Per stare al passo con la domanda di prodotti e servizi tecnologici nel 2020, molte imprese del settore hanno investito nella propria forza lavoro, assumendo personale e offrendo remunerazioni più competitive. Ma questo significa che una guerra già accesa per il talento tecnologico si sta intensificando, dato che la domanda continua ad eccedere l’offerta.

La nostra ricerca mostra che il 39% delle imprese del settore tecnologico ha aumentato il proprio organico di oltre il 5% nel 2020, oltre 10 punti percentuali in più rispetto a tutti i settori a livello globale (26%). Mentre in Europa questa crescita nel numero di dipendenti nelle imprese tecnologiche è in linea con il numero globale, il valore è più alto in APAC (39%) e nelle Americhe (43%).

Grafico 2 – Aumento del personale

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Per spiegare il fatto che la domanda di lavoratori qualificati supera l’attuale offerta, si specifica che il 55% delle imprese del settore tecnologico a livello globale sostiene che la disponibilità di lavoratori qualificati sarà uno dei principali ostacoli alla crescita nel 2021. Forse quindi non sorprende che un maggiore numero di imprese tecnologiche (30%) sostiene di voler aumentare i propri stipendi in percentuale superiore all’inflazione - soprattutto nelle Americhe, dove il 38% delle imprese del settore ha espresso questa intenzione – rispetto al 21% degli altri settori a livello globale. 

Grafico 3 – Aumento degli stipendi oltre l’inflazione

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Secondo Stripe [ii], circa $300 miliardi sono sprecati ogni anno nell’ambito della produttività dello sviluppo di software, a causa di una mancanza di talenti senior e di sistemi software complessi. Man mano che la tecnologia diventa più complessa e aumenta il suo utilizzo, è presumibile che questo problema non sarà risolto presto. Le imprese del settore tecnologico devono continuare a esplorare nuovi modi di attirare e sviluppare i talenti in ambito tecnologico, fidelizzando quelli già impiegati, e gestire la sempre più rilevante questione dei costi del lavoro.

La crescente tendenza ad assumere forza lavoro ibrida e operante da remoto crea pressione sulle strategie tradizionali. Dopo la pandemia, il 55% dei lavoratori in USA mira a una combinazione tra lavoro da casa e lavoro in ufficio, mentre gli esperti del lavoro in Cina prevedono una suddivisione lavoro in ufficio/smart working in percentuale 60/40 [iii].

Sebbene offrire un lavoro in modalità flessibile può essere un grande incentivo, cosa significa questo per la conservazione della cultura e lo sviluppo e la formazione dei dipendenti?

Alcune società hanno tratto vantaggio dallo smart working, creando forza lavoro agile e snella, procurandosi le competenze necessarie tramite fornitori e consulenti locali o internazionali. Ma questo ha delle implicazioni normative – come l’IR35 nel Regno Unito – che vanno considerate e questo potrebbe spiegare perché i dati della nostra ricerca mostrano un trend in discesa quest’anno.

Con una forza lavoro ibrida, le società devono anche rivedere le proprie infrastrutture, i propri dati e le proprie politiche di protezione della proprietà intellettuale, per assicurare che le informazioni critiche per l’impresa siano trattate in modo appropriato anche in un ambiente al di fuori dell’ufficio.

3. Come gestire le complessità di un mondo più digitale?

Dal momento che il mondo diventa sempre più digitale, è lecito prevedere che ci sarà una risposta da parte degli enti regolatori. I consumatori sono più consapevoli della propria “digital footprint” come mai prima e molto più attenti agli aspetti legati al trattamento dei dati personali. 

Steven Perkins, national leader – technology and telecommunications, di Grant Thornton US, commenta: “Le imprese del settore tecnologico dovrebbero incorporare nei propri prodotti la funzionalità e la potenzialità adatte a soddisfare una vasta ed eterogenea serie di standard internazionali. Devono saper trasmetter fiducia e responsabilità e implementare pratiche etiche in tutto ciò che fanno - per rassicurare i clienti sulla sicurezza dei propri prodotti, sulla salvaguardia della privacy e sul rispetto degli standard emergenti”.

A livello globale, il 49% degli intervistati al nostro sondaggio sostiene che la burocrazia potrebbe ostacolare la propria capacità di espandersi e far crescere la propria attività. La percentuale è leggermente più alta nel caso delle imprese tecnologiche, pari al 53%. Tuttavia, per tutte le imprese del settore tecnologico in crescita è importante ricordare che le disposizioni di legge non devono essere necessariamente di intralcio. Se affrontate nel modo corretto, anzi, possono creare un vantaggio competitivo.

Anche il regime fiscale per le imprese del settore tecnologico sta diventando sempre più complesso. Matt Stringer, international tax director di Grant Thornton UK, afferma: “Alla fine del 2020, 23 diverse giurisdizioni hanno introdotto una specifica imposta sui servizi digitali. Altre giurisdizioni hanno emanato una bozza di legge o proposte di legge in merito. Man mano che i comportamenti dei clienti cambiano e le imprese creano sempre più valore dall’interfaccia e l’interazione con i clienti, una risposta da parte delle amministrazioni finanziarie sarà inevitabile”. 

Matt continua, “sebbene l’OCSE stia cercando di ottenere una risposta globale alle sfide fiscali dell’economia digitale, i suoi otto anni di sforzi su questo tema sono lontani dall’essere finiti e richiederanno un supporto unanime per introdurre misure multinazionali. Nel frattempo, i singoli governi stanno prendendo provvedimenti in autonomia per proteggere la propria base imponibile con misure unilaterali”.

Queste nuove “imposte digitali” sono complesse, con riferimento sia all’ambito di applicazione, sia alla misurazione, sia all’implementazione e oltretutto sono diverse in ogni parte del mondo. “Questo sta creando un nuovo livello di compliance e adempimenti amministrativi per le imprese del settore tecnologico, che si trovano a dover gestire un quadro fiscale globale disomogeneo”, conclude Matt.

Cosa riserva il futuro alle imprese del settore tecnologico?

Molto è in gioco quest’anno, anno in cui la nuova normalità si sta formando nel mondo. Ma anche se la spesa dei clienti potrebbe diminuire, le imprese tecnologiche devono continuare a perseguire l’obiettivo di una crescita più rapida rispetto ai propri concorrenti, senza compromettere il proprio DNA .

Che l’obiettivo principale sia pianificare la crescita, allineare i vostri processi e controlli a un mutato modello di business, gestire il rischio, sviluppare nuove strategie di crescita, o rispettare i requisiti di legge – o una combinazione di tutti questi – i nostri esperti del settore technology saranno in grado di supportarvi.

 

Riferimenti

i. Global business pulse, Grant Thornton International Ltd, 2021.

ii. Stripe, 2018.

iii. BBC.com, 2021.