International Business report

R&S: driver di crescita globale

Alcuni studi dimostrano che gli investimenti in R&S sono una delle priorità per le imprese che crescono su scala globale. Del resto, internazionalizzazione ed investimenti in R&S sono spesso due caratteristiche comuni alle imprese che hanno attuato una strategia di crescita internazionale di successo. Ma quali azioni intraprendere e come investire in attività di R&S per sostenere la crescita globale?

La forte connessione tra R&S e internazionalizzazione

L’ultimo International Business Report (IBR) di Grant Thornton individua una forte correlazione tra gli obiettivi di esportazione e quelli di R&S. Il 71,9% delle imprese che mirano ad aumentare le esportazioni sta incrementando gli investimenti sia in R&S che in IT, rispetto a una media del 45,2%.

E i primi 10 paesi [i] in termini di investimenti in R&S e di aspettative di esportazione rispecchiano aree geografiche molto simili tra loro – ovvero Nigeria, Sudafrica, Vietnam, India, Brasile e Filippine.

La relazione tra R&S e crescita internazionale è supportata anche da altri studi. Una recente ricerca condotta dal Centre for Economic Policy Research (CEPR) sui produttori tedeschi mostra che le imprese esportatrici presentano livelli di innovazione di prodotto e di processo più elevati e che, a loro volta, tali innovazioni portano a risultati economici migliori rispetto alle imprese non esportatrici.

L’attività di R&S per creare opportunità nei mercati globali

Ma come sfruttare la Ricerca & Sviluppo per sostenere la crescita internazionale delle imprese? Innanzitutto, investire in nuove tecnologie e nuovi processi inevitabilmente crea opportunità per sfruttare la proprietà intellettuale (IP) in più mercati possibili.

Brainly, che si occupa di tecnologia dell’educazione con sede a Cracovia, è un esempio di questo tipo di società. Il network di apprendimento peer-to-peer fondato nel 2009 è stato sviluppato per connettere studenti e insegnanti di tutto il mondo. Oggi Brainly ha raggiunto i 150 milioni di utenti al mese in 35 paesi e ha recentemente confermato l’investimento di US$30 milioni per espandere la propria comunità negli Stati Uniti.

Con riferimento alla situazione italiana, Gabriele Labombarda, Partner e IBC Director di Bernoni Grant Thornton, afferma: ”L’Italia si inserisce perfettamente nel contesto descritto in questo articolo. La nostra economia, infatti, si basa principalmente sulle piccole e medie imprese, che, in questi ultimi anni di crisi, hanno dovuto far fronte a numerose difficoltà, ma hanno anche dimostrato grande capacità di adattamento. Nonostante la minore capacità di investimento rispetto alle grandi aziende, l’obiettivo primario di questa tipologia di imprese è diventato quello di dare il via a nuovi cicli di sviluppo commerciale, grazie soprattutto all’innovazione e a percorsi distributivi internazionali. Stando alle ultime stime del Cerved, a guidare la ripresa sono proprio le PMI con maggiore vocazione internazionale. Alcuni indicatori economici dimostrano, infatti, come le aziende che negli ultimi anni hanno investito in R&S facendosi largo nel nuovo contesto economico globale, abbiano anche registrato crescite in termini di fatturato; le altre, invece, hanno subito gli alti e bassi del mercato con conseguenze più significative.”

L’attività di R&S per adattare la propria offerta ai mercati locali

La natura specifica di un’impresa determina quanto investire e in quali attività R&S, ma una delle sfide principali comuni alla maggior parte delle imprese esportatrici consiste nell’adattare i prodotti e i servizi al mercato in cui intendono espandersi. Infatti, una delle criticità che molte società incontrano è credere che ciò che ha funzionato in un paese possa funzionare anche in un altro. In questa direzione, Grant Thornton può contare su un network di 23 International Business Centre che operano come porte di accesso alle risorse globali e possono agevolare le imprese che desiderano espandere il proprio business.

Quando le imprese guardano al lungo termine, non si preoccupano solamente di come poter aumentare le vendite dello stesso prodotto in mercati diversi, ma anche a come poter creare un prodotto che sia più adatto a quel nuovo mercato. Un esempio è rappresentato da L’Oréal che, quando ha cominciato ad espandersi in India, ha scoperto che uno dei formati di prodotto più venduti erano le bustine. I consumatori in India acquistavano e utilizzavano le bustine perché, avendo una disponibilità economica inferiore rispetto ai consumatori degli altri mercati esistenti, preferivano acquistare quantità inferiori ma più frequentemente.

L’attività di ricerca e sviluppo necessaria per determinare la localizzazione del prodotto ed il suo posizionamento nel mercato può comprendere molte attività diverse, come l’analisi del contesto normativo, del profilo di mercato e della cultura. Il lancio di un sito internet in Cina, per esempio, richiede un utilizzo corretto della lingua tenendo presente che i clienti cinesi utilizzano i siti internet in modo molto diverso dagli utenti occidentali.

Ma una delle maggiori sfide dell’attività di R&S nella fase di crescita internazionale è sicuramente il rispetto della compliance globale. Non basta avere un prodotto eccezionale o offrire un servizio unico. Se l’intenzione è quella di espandersi all’interno di un determinato mercato, bisogna necessariamente rendere quel prodotto o quel servizio conforme al mercato in cui si vuole entrare, tenendo presente tutte le conseguenze che ne deriverebbero.

Sviluppare una logistica transfrontaliera più efficiente

Un ulteriore utilizzo dell’attività di R&S, particolarmente rilevante per le imprese che operano su lunghe distanze, è la sua applicazione alla logistica, allo stoccaggio e alla conservazione per ridurre le difficoltà legate alla distanza nell’esportazione di beni oltreoceano. L’Australia, per esempio, sta attraversando un boom delle esportazioni nel settore food&beverage, grazie alla maggiore domanda di prodotti alimentari di alta qualità nel sud-est asiatico.

Cercare opportunità di R&S all’estero

L’attività di R&S sostiene la crescita in nuovi mercati, ma alcune società mirano ad istituire o acquisire dei centri di R&S in paesi stranieri per usufruire di regimi fiscali agevolati.

Le percezioni globali sulla proprietà intellettuale detenuta da un dato paese possono inoltre incoraggiare le imprese di quel paese a stabilire una funzione R&S in diversi paesi associati ad istituti tecnici prestigiosi.

La società cinese di smartphone Oppo ha recentemente aperto un centro di ricerca a Hyderabad, India, come parte degli investimenti effettuati dalla società nella strategia R&S pari a 1,4 miliardi di dollari. L’obiettivo è quello di utilizzare la struttura per sfruttare le risorse R&S per i propri prodotti globali ed anticipare i trend più velocemente rispetto ai concorrenti, raccogliendo informazioni dai clienti nel mercato indiano, in forte espansione.

Le attività R&S come parte della strategia di crescita

Esiste una divisione tra le società che si lasciano guidare dalle opportunità e le società che invece hanno una chiara strategia in merito alla propria crescita internazionale. Rendersi conto dei benefici legati alle attività di R&S può richieder tempo, ma deve diventare parte della strategia a lungo termine che sosterrà e formerà l’impresa in un determinato mercato. Le imprese con una prospettiva proiettata al lungo periodo investono in R&S e sono quelle che più probabilmente puntano al mercato internazionale ed alla propria espansione.

Proteggere la proprietà intellettuale

Infine, ovunque si costituiscano le proprie entità di R&S, è fondamentale comprendere il modo in cui il paese di destinazione protegge la proprietà intellettuale. Bisogna assicurarsi che i propri sistemi IT - e quelli dei propri partner R&S locali - siano sufficientemente tutelati da qualsiasi tipo di attacco di hacking e dalle diverse operazioni spionaggio.

 

[i] Dei Paesi interessati dall’IBR.