Convegno Tax Cattolica

Fiscalità e BEPS al centro del Convegno in Cattolica

Paolo Besio (Grant Thornton) sui BEPS: “Hanno rivoluzionato in breve tempo la fiscalità internazionale ma il percorso è ancora lungo ed è necessario verificare che tutte le modifiche concordate siano state attuate tempestivamente e coerentemente con gli impegni assunti. Oggi è interessante capire come OCSE e Unione Europea si stanno muovendo, quali problemi sono emersi in fase di attuazione e quali nuovi progetti sono in cantiere”.

E sulla risoluzione delle controversie: “Il rischio che l'attuazione dei BEPS generi un aumento dei fenomeni di doppia imposizione è reale e lo testimonia l'aumento delle procedure aperte in questi ultimi anni. L'obiettivo di eliminare la doppia imposizione entro 24 mesi è sfidante ma è fondamentale per riequilibrare il rapporto tra le amministrazioni finanziarie e servirebbe anche a vincere la perplessità dei contribuenti che, nonostante l'aumento del numero di procedure attivate, guardano ancora a questo strumento con immotivato ed eccessivo scetticismo".

Milano, 19 novembre 2019La Fiscalità dei gruppi dopo i BEPS e le direttive Comunitarie” è il tema del convegno organizzato oggi da Grant Thornton presso l’Università Cattolica di Milano. Un momento di scambio e di confronto sui cambiamenti che interessano la fiscalità internazionale a seguito dell’introduzione del progetto BEPS (Base Erosion and Profit Shifting) le cui disposizioni influiscono sia sull’elaborazione delle politiche fiscali da parte degli Stati, sia sulle scelte di pianificazione fiscale delle imprese, in un panorama in cui l’economia appare sempre più globalizzata e le transazioni internazionali sempre più complesse.

Oltre ai cinque rappresentatnti di Grant Thornton, Alessandro Dragonetti, Managing Partner e Head of Tax, Simonetta La Grutta, Partner ed Head of VAT, Gianni Bitetti, Partner esperto dell’area Transfer Pricing e International Tax, Paolo Besio, Partner e responsabile dell'area International Tax e Transfer Pricing e Lorenzo Carminati, Principal – l’appuntamento odierno ha coinvolto diversi autorevoli relatori, tra i quali, Maurizio Logozzo, Professore ordinario Diritto Tributario università Cattolica,  Cinzia Sforza, Funzionario del Ministero dell’Economia e delle Finanze, Franco Roccatagliata, membro Commissione Europea, Direzione Generale Fiscalità e Unione Doganale e Professore di diritto tributario europeo al College of Europe di Bruges, Massimo Cremona, docente ordinario di Pianificazione Fiscale d’impresa all’Università Cattolica, Antonio Barbera, Head of Tax di Ferrari Group.

I relatori hanno fornito una panoramica sullo stato dell’arte dei diversi progetti a livello nazionale, comunitario e internazionale, approfondendo temi specifici, quali gli strumenti di compliance a disposizione dei contribuenti e lo strumento multilaterale. Altre tematiche specifiche, sempre con la prospettiva dei prezzi di trasferimento, hanno riguardato la valutazione dei beni immateriali, le operazioni finanziarie e gli aggiustamenti di fine anno ai fini delle imposte indirette.

In particolare, il progetto BEPS - lanciato dall’OCSE su impulso del G20 nel 2013 e ultimato nella sua prima fase nell’ultimo trimestre del 2015 con la pubblicazione della versione finale delle 15 actions - ha portato a significative modifiche ai sistemi fiscali nazionali, alle convenzioni internazionali e alle best practice approvate da tutti gli Stati partecipanti. Gli obiettivi principali del progetto erano e sono tuttora (1) la coerenza della tassazione a livello internazionale, (2) il riallineamento tra forma e sostanza e (3) la trasparenza e la certezza.

Il processo di recepimento e di attuazione delle actions, per quanto attiene alle modifiche alle convenzioni internazionali, è stato affidato principalmente allo strumento multilaterale che dovrebbe garantire la modifica della maggior parte delle convenzioni internazionali in tempi rapidi, molto più brevi rispetto a quelli normalmente impiegati per modificare anche una sola convenzione. Il processo di recepimento e di attuazione delle actions, per quanto attiene ai sistemi fiscali nazionali, è invece di competenza di ciascuno Stato. Per assicurare che ciascuno Stato adotti le nuove norme, l’OCSE ha previsto un sistema di monitoraggio, i peer review, finalizzato a verificare, per ciascun ordinamento nazionale, le norme che devono essere modificate, le modifiche introdotte e le eventuali ulteriori correzioni che si rendono necessarie. Qualora dette variazioni non risultassero coerenti con quanto concordato nell’ambito del progetto, l’OCSE indica le ulteriori modifiche che devono essere introdotte. Il lavoro dell’OCSE non è tuttavia finito: ci sono diversi progetti in cantiere, sia per approfondire alcuni temi affrontati nelle action sia per affrontare nuove tematiche.

Le actions, infatti, hanno dotato le amministrazioni finanziarie di importanti strumenti di contrasto dell’elusione, oltre che ovviamente dell’evasione, fiscale internazionale. A questo si unisce il fatto che, nonostante gli sforzi compiuti in sede di discussione e approvazione delle actions e delle attività di monitoraggio, le modifiche introdotte negli ordinamenti nazionali non coincidono e non sono contemporanee. Questo provoca, inevitabilmente, fenomeni di doppia imposizione che comunque l’OCSE vuole evitare. In particolare, l’OCSE aveva ben in mente il rischio di un incremento della doppia imposizione e ha quindi ipotizzato, nell’ambito della specifica action, modifiche alle convenzioni internazionali esistenti per dare la certezza ai contribuenti che la doppia imposizione sia effettivamente eliminata. Come noto questo obiettivo, raggiungibile con l’introduzione della clausola arbitrale obbligatoria in tutte le convenzioni, non è stato raggiunto ma, nonostante questo, ci sono argomenti per sperare che il fenomeno possa essere comunque contrastato e, quindi, la doppia imposizione eliminata.

“I BEPS - ha commentato Paolo Besio, Partner e responsabile dell'area International Tax e Transfer Pricing di Grant Thornton - hanno rivoluzionato la fiscalità internazionale e questo è successo in meno di due anni, da quando è stato lanciato il progetto a quando è stato approvato, periodo di tempo brevissimo per un progetto così ampio e profondo. A partire dal 2016, gli Stati hanno iniziato a modificare la propria legislazione interna ma il percorso è ancora lungo, richiede tempo e, soprattutto, è poi necessario verificare che tutte le modifiche concordate siano state attuate tempestivamente e coerentemente con gli impegni assunti. L'obiettivo dell’appuntamento di oggi è quindi capire come OCSE e Unione Europea si stanno muovendo, quali problemi sono emersi in fase di attuazione e quali nuovi progetti sono in cantiere”.

Altro tema estremamente importante, oggetto di una specifica action del progetto e approfondito oggi durante il convegno, è quello della risoluzione delle controversie, in ambito nazionale e internazionale, con particolare riferimento ai prezzi di trasferimento.

“Per quanto riguarda la risoluzione delle controversie ha aggiunto Paolo Besio - come paventato dallo stesso OCSE, il rischio che l'attuazione dei BEPS generi un aumento dei fenomeni di doppia imposizione è reale e lo testimonia, tra l'altro, l'aumento delle procedure aperte in questi ultimi anni (mediamente oltre 2.100 all'anno a partire dal 2013 rispetto alle circa 1600 di quelli precedenti). La difficoltà delle amministrazioni finanziarie a gestire queste procedure risulta dall'aumento dei casi complessivamente aperti. Basti pensare che Germania e USA avevano più di 1.000 procedure aperte a fine 2018 e che l'Italia è a quota 742. L'azione 14, relativa alla risoluzione delle controversie, chiede  sforzi importanti alle amministrazioni finanziarie, tra gli altri, quello di accettare tutte le richieste relative alla eliminazione della doppia imposizione, anche potenziale e quello di eliminare la doppia imposizione entro 24 mesi. L'obiettivo è sfidante ma è fondamentale per riequilibrare il rapporto tra le amministrazioni finanziarie, molto rinforzate con i BEPS e i contribuenti. La dimostrazione che il raggiungimento dell'obiettivo - oltre ad essere desiderio delle amministrazioni finanziarie - è possibile e servirebbe anche a vincere la perplessità dei contribuenti che, nonostante l'aumento del numero di procedure attivate, guardano ancora a questo strumento con immotivato e ed eccessivo scetticismo".


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