La proposta di legge AC 3564 in materia di economia collaborativa (sharing economy)
L’Agenzia delle Entrate ha emanato il 22 luglio 2016 la circolare n. 33 in tema di rimborsi IVA.
I tentativi di semplificazione della disciplina fiscale attraverso l’applicazione della delega fiscale non sembrano produrre i risultati sperati. Servirebbe una rivoluzione anziché una continua rivisitazione. Secondo Alessandro Dragonetti “Le annunciate semplificazioni si traducono spesso in ulteriori aggravi operativi. L’ordinamento tributario italiano è oggi frutto di una stratificazione di leggi intervenute nel corso del tempo”. Il sistema tributario nazionale resta di non univoca interpretazione.
Il Consiglio Ue ha adottato una direttiva, modificativa della 2006/112/CE, che regola il trattamento IVA.
La Corte di Giustizia dell’UE ha dichiarato che costituisce attività economica lo sfruttamento di opere dell’ingegneria rurale..
L’attuale sistema risulta eccessivamente complesso e articolato e costituisce una barriera all’internazionalizzazione degli operatori economici di piccole e medie dimensioni, in piena violazione dei principi ispiratori e fondanti del mercato comune.
Lo schema di disegno di legge prevede l’introduzione di procedure d’allerta per l’emersione anticipata della crisi
Nell’ambito delle operazioni di coassicurazione, i compensi relativi alle commissioni di delega sono esenti da Iva. La Ctr Lombardia ha affrontato l’annosa questione della qualificazione ai fini Iva
La Corte Costituzionele ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 32, comma 1 del DL 133/2014, nella parte in cui, ai fini dell'applicazione dell'aliquota IVA del 10%, equipara alle "strutture ricettive all'aria aperta" i cosiddetti marina resort
Il TAR del lazio ha ribadito la legittimità della discipilna dello "split payment"
La Legge di stabilità per l’anno 2016 presenta interessanti novità in ambito fiscale che hanno effetti sulla determinazione del reddito d’impresa, in taluni casi con conseguenze contabili per la redazione dei prossimi bilanci.
Non è infrequente che enti non commerciali e pubbliche amministrazioni ricorrano al contratto di sponsorizzazione al fine di reperire risorse finanziarie, ottenere risparmi di spesa e migliorare la qualità dei servizi resi ai fini del perseguimento di interessi pubblici. Ciò comporta la necessità di esplorare se, al ricorrere di tali fattispecie, dette persone giuridiche, in qualità di sponsorizzati o sponsee, acquisiscano la soggettività passiva IVA.
