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Il debt management come leva strategica per la ripartenza

Sante Maiolica Sante Maiolica

Con il termine della fase di lockdown più lunga degli ultimi 70 anni, la stragrande maggioranza delle imprese italiane ha avuto la possibilità di riprendere, almeno parzialmente, la propria operatività.

Durante il periodo di emergenza la maggior parte degli sforzi sortiti dalle istituzioni ha, ovviamente, riguardato la salute e l’incolumità pubblica, “sacrificando”, almeno in parte, gli interessi economici e finanziari pubblici e privati. I decreti Liquidità e Rilancio hanno cominciato a tamponare una serie di criticità grazie, soprattutto, all’istituzione di moratorie di vario tipo quali, in primis, quelle fiscali e bancarie.

I tempi tecnici di entrata in funzione di alcune misure, tuttavia, si sono dimostrati sin da subito più lunghi del previsto e, in alcuni casi, non coerenti con i tempi dettati dalla crisi.

Ma cosa succederà ora?

E’ opinione oramai diffusa, anche ai massimi livelli internazionali, che il vero banco di prova per le imprese sarà a partire dal secondo semestre 2020, nel periodo c.d. post-Covid, ossia con la ripresa delle attività operative e, soprattutto, con la cessazione delle moratorie che, inevitabilmente, acuiranno lo sbilanciamento di cassa delle imprese e il conseguente indebolimento patrimoniale.

Come sempre il fattore tempo è l’elemento chiave per l’implementazione di politiche finanziarie adeguate.

La capacità di avviare tempestivamente le opportune interlocuzioni con i partner bancari e finanziari è fondamentale per le imprese che vogliono sopravvivere a questo periodo, prevedendo le dinamiche economiche che ci si appresterà ad affrontare su mercati profondamente mutati dalla crisi. Di conseguenza bisognerà rappresentare alle banche e agli azionisti in che modo si fronteggeranno tali dinamiche, anche ricorrendo a strumenti finanziari di varia natura.

Le banche, se adeguatamente informate, non potranno esimersi dall’accompagnare le imprese in questa nuova sfida, consapevoli del fatto che, superato questo momento, enormi opportunità si apriranno di fronte agli attori più preparati, solidi e innovativi.

E’ qui che entra in gioco il debt advisor, ossia colui che permette di conciliare le esigenze delle istituzioni bancarie con la nuova value proposition elaborata dalle imprese, giustificandone i fabbisogni e dimostrandone la validità.

Attraverso lo strumento del financing memorandum, infatti, il debt advisor concentra il contingecy plan e il business plan in un unico documento, opportunamente “tradotto” in un linguaggio immediatamente comprensibile dai finanziatori, che illustra in modo univoco come i flussi di cassa generati dai prossimi anni di operatività dell’impresa andranno a remunerare il capitale di debito e di rischio.

Da domani la lungimiranza di molte imprese si misurerà attraverso il tempo di implementazione di tali strategie rispetto ai tempi di emissione del prossimo decreto!