Women in Business 2026

Key points
- Il 91,4% dei manager italiani prende in considerazione le politiche di parità di genere nella scelta di un nuovo lavoro.
- In Italia le donne ricoprono il 34,0% dei ruoli di senior management, in lieve calo rispetto al 34,8% del 2025.
- Nell’Eurozona la quota è al 34,9% (vs. 34,5% lo scorso anno), a livello globale al 32,9% (vs. 34,0%).
- Solo il 4,3% delle imprese italiane non ha donne nel senior management.
- Le donne in Italia sono il 44,1% dei Chief HR Officer e il 36,6% dei CFO, ma scendono al 22,6% tra i CEO e al 3,2% tra i Presidenti.
- A livello globale, il settore più vicino alla parità è quello pubblico con il 48,5% (48,2) di donne in ruoli dirigenziali, seguono Viaggi, turismo & tempo libero con il 40,2%, e Sanità con il 39,7%.
Milano, 4 marzo 2026 – Il 91,4% dei manager italiani delle medie imprese dichiara di prendere in considerazione le iniziative di parità di genere di un’azienda quando valuta una nuova opportunità professionale. È quanto emerge dal report Women in Business 2026 di Grant Thornton, indagine globale annuale che da oltre 20 anni analizza i progressi della rappresentanza femminile nei ruoli dirigenziali all’interno delle aziende del mid-market.
Anche a livello globale, il 91,9% dei manager presta attenzione a questo aspetto, mentre quasi due terzi degli intervistati indica le politiche di gender equality come una vera e propria priorità nella scelta del datore di lavoro. La crescente rilevanza del tema trova conferma anche nei processi di selezione: a livello globale, quasi un quarto delle imprese mid-market (23,0%) segnala che i candidati hanno richiesto informazioni sull’equilibrio di genere, con un incremento molto significativo rispetto all’8,7% dell’anno precedente. In Italia la quota è pari al 9,7%, più che raddoppiata rispetto al 4,2% del 2025.
Le politiche di parità hanno un peso significativo anche per altri stakeholder: il 14,0% delle medie imprese italiane è stato interrogato su questo tema da parte di potenziali nuovi clienti (21,2% a livello globale), il 15,1% da parte di possibili nuovi investitori (26,5% globale) e il 71,0% da almeno uno stakeholder (77,7% globale).
Alla luce di ciò, la maggioranza delle aziende continua a impegnarsi nel percorso verso la parità, con il 77,3% delle medie imprese italiane che dichiara di voler mantenere le proprie iniziative di gender equality (75,8% a livello globale). Tuttavia, sorprendentemente, si registra un 20,2% di imprese che prevede di ridurre o ha già ridotto le iniziative in materia (21,9% a livello globale). Una scelta che, in un contesto di competizione per aggiudicarsi capitali, clienti e talenti, può incidere negativamente.
Nonostante i numerosi segnali che attestano un’attenzione crescente nelle aziende e nei loro stakeholder al tema della parità, il cambiamento nei livelli di rappresentanza resta lento.
Complessivamente, le donne rappresentano il 34,0% del senior management in Italia, a fronte di una media nell’eurozona del 34,9% e di un dato globale pari al 32,9%. Tuttavia, a livello globale si registra una lieve flessione rispetto all’anno precedente, quando la quota era il 34,0%, un andamento negativo che si riflette in tutte le aree geografiche eccetto l’eurozona, che ha visto un aumento rispetto al 34,5% dello scorso anno. In Italia il dato è in calo per il secondo anno consecutivo, rispetto al picco del 35,7% del 2024 e al 34,8% del 2025.
Si tratta comunque di una fluttuazione non inusuale in un percorso di crescita a lungo termine che ha visto i livelli aumentare di 13,4 punti percentuali negli ultimi 22 anni a livello globale e 15,8 punti in Italia, un trend che fa prevedere il raggiungimento della parità globale entro il 2051.
L’analisi per posizione mostra però una distribuzione ancora disomogenea. In Italia le donne ricoprono il 44,1% dei ruoli di Chief HR Officer, unica funzione ad avvicinarsi alla parità (erano il 24% nel 2020 e il 10% nel 2015), e il 36,6% delle posizioni di Chief Financial Officer (29% nel 2020 e 9% nel 2015), indice di una presenza ormai consolidata anche nelle funzioni economico-finanziarie.
La quota, tuttavia, scende nelle altre funzioni e si amplia in particolare nei ruoli di vertice assoluto: le donne sono il 22,6% dei Chief Executive Officer e solo il 3,2% dei Presidenti, a conferma di come l’accesso alle posizioni di massima responsabilità resti l’area più critica nel percorso verso la piena parità. Anche le funzioni tecnologiche mostrano una rappresentanza contenuta, con il 20,4% di Chief Information Officer e il 10,8% di Chief Technology Officer donne.
Spostando l’analisi sui settori, il più vicino alla parità è quello pubblico, dove spesso la presenza femminile è supportata da apposite regole, con il 48,5% (48,2%) dei ruoli dirigenziali ricoperti da donne a livello globale. Seguono Viaggi, turismo & tempo libero, con il 40,2%, e Sanità, con il 39,7%. Il settore più carente risulta essere quello dell’Asset Management, con solo il 25,1% di manager donne.


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