NF 11/2017 - VAT

Dal 1° gennaio 2018 i soggetti nei cui confronti sarà applicata la scissione dei pagamenti (split payment) risultano notevolmente ampliati dalla nuova formulazione del comma 1-bis dell’art. 17-ter del D.P.R. n. 633/1972, come modificato dall’art. 3 del D.L. n. 148/2017.

Nel contempo il Dipartimento delle Finanze ha pubblicato gli elenchi, aggiornati al 21 novembre 2017, dei soggetti interessati al meccanismo, che, però non tengono conto delle modifiche introdotte dal citato D.L. Infine, l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcune precisazioni con la circolare n. 27/E del 7 novembre 2017.

I nuovi soggetti

La nuova formulazione del comma 1-bis dell’art. 17-ter del D.P.R. n. 633/1972 prevede l’estensione dello split payment alle forniture effettuate nei confronti di tutte le società controllate dalla P.A..
Invero, il citato comma 1-bis comporta una rivisitazione della precedente elencazione con parziali sovrapposizioni, modifiche e integrazioni, che non consente una concreta comparazione delle due versioni.
Le nuove categorie comprendono:

  • Pubbliche Amministrazioni (art. 1, c. 2, legge n. 196/2009);
  • enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, comprese le aziende speciali e le aziende pubbliche di servizi alla persona;
  • fondazioni partecipate da P.A. per una percentuale complessiva del fondo di dotazione non inferiore al 70%;
  • società con controllo di fatto diretto da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri;
  • società controllate direttamente o indirettamente da Amministrazioni Pubbliche o da enti e società di cui alla presente elencazione, escluse le società quotate sotto riportate;
  • società partecipate, per una percentuale complessiva del capitale non inferiore al 70%, da Amministrazioni Pubbliche o da enti e società di cui alla presente elencazione, escluse le società quotate sotto riportate;
  • società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa identificate ai fini IVA.

I chiarimenti

Con la circolare n. 27/E del 2017 l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sull’applicazione delle modifiche intervenute a decorrere dal 1° luglio 2017, a seguito dell’emanazione del D.L. n. 50/2017.

È stato evidenziato che non rientrano nel meccanismo in parola le operazioni per le quali opera l’inversione contabile e tutte quelle operazioni per le quali l’IVA si applica attraverso regimi speciali (regimi monofase, regime del margine, regime speciale per i produttori agricoli, regime delle agenzie di viaggio, ecc.) e le operazioni per le quali non è stata emessa fattura, salvo il caso in cui sia stata chiesta dal soggetto acquirente.
Per contro, già dal 1° luglio 2017 sono state fatte rientrare nel sistema anche le prestazioni rese da professionisti.

In tema di esigibilità dell’imposta, è stato precisato che questa si realizza all’atto del pagamento dei corrispettivi ai propri fornitori per tutti i soggetti (non solo P.A.) cui si applica la scissione dei pagamenti, e che con riferimento a tale momento nasce l’obbligo del versamento dell’IVA all’Erario.