NF 11/2017 - Legal

Con una recente sentenza il Tribunale di Roma ha affrontato la questione della compensabilità tra il credito vantato da un socio di una S.r.l. nei confronti della società e il debito del socio stesso imputabile a un aumento del capitale sociale (sentenza del 6 febbraio 2017).

La Corte di Cassazione aveva già affrontato la questione in passato, esprimendosi a favore del diritto a compensare le due poste attive e passive (cfr. da ultimo la sentenza n. 6711/2009), rilevando che l’annullamento del debito sociale comporta comunque un effetto positivo sul capitale della società. Il credito vantato dal socio aveva le caratteristiche di certezza, liquidità ed esigibilità richieste dalla normativa civilistica.

Resta fermo, ribadisce il Tribunale, il diritto dell’assemblea di escludere espressamente la facoltà di compensazione tra il credito finanziario e il debito riveniente dall’aumento di capitale, attraverso un’apposita delibera. La compensabilità trova inoltre un limite laddove il finanziamento erogato dal socio sia soggetto alla postergazione di cui all’articolo 2467 Cod. civ.: in tale ipotesi, tuttavia, è la società a dover fornire prova in giudizio della sussistenza delle condizioni richieste dalla norma sulla postergazione legale.