NF 10/2017 - Pillole di giurisprudenza

Cartelle di pagamento – notifica PEC – formato allegati

CTP Reggio Emilia, sentenza n. 204/1/17 del 31 luglio 2017

La notifica della cartella di pagamento eseguita dall’Agente della riscossione tramite posta elettronica certificata contenente il file con estensione “pdf” è nulla. Tale formato informatico, infatti, non costituisce l’originale della cartella, ma solo una copia elettronica senza valore, poiché priva di attestato di conformità da parte di un Pubblico Ufficiale. Soltanto l’estensione “p7m” del file contenente la cartella garantisce la validità della notifica poiché contiene al suo interno il documento originale, l’evidenza informatica della firma e la chiave per la sua verifica.

Capitali black list – raddoppio dei termini – soggetti delegati

CTR Lombardia, sentenza n. 3382/1/17

Il raddoppio dei termini di accertamento riguardo ai capitali detenuti in paradisi fiscali in violazione delle norme sul monitoraggio fiscale, ai sensi dell’articolo 12 del D.L. n. 78/2010, non si applica ai soggetti delegati, per i quali le istruzioni di compilazione del quadro RW prevedono l’obbligo dichiarativo soltanto a partire dall’anno 2009. Pur essendo la norma retroattiva, in quanto di natura procedimentale, il raddoppio per le annualità antecedenti al 2009 interessa soltanto i soggetti titolari delle attività finanziarie, non anche i loro delegati a operare.

Fondo patrimoniale – frode sottrattiva – obbligo della prova

Corte di Cassazione, sentenza n. 47827 del 17 ottobre 2017

La stretta concomitanza temporale tra la costituzione di un fondo patrimoniale da parte di un contribuente e l’omesso versamento delle imposte dovute da parte di quest’ultimo non implica automaticamente il reato di sottrazione fraudolenta al fisco, ex articolo 11 del D.L.gs n. 74/2000. Affinché sia configurabile la frode sottrattiva, è necessario provare che la costituzione del fondo patrimoniale è idonea a rendere in tutto o in parte inefficace il soddisfacimento dell’obbligazione tributaria.

Società estinta – tributi – legittimazione ad agire

Corte di Cassazione, sentenza n. 15035 del 16 giugno 2017

In tema di imposte va riconosciuta al socio la legittimazione ad agire e a proseguire il giudizio instaurato dalla società dallo stesso già partecipata, che nel corso del giudizio sia stata cancellata dal Registro delle imprese, in ragione della sua veste di successore della società medesima, a prescindere dalla circostanza che vi sia stato o meno riparto in sede di bilancio finale di liquidazione.