NF 11/2017 - Pillole di giurisprudenza

Società di persone - verifiche - notifica PVC ai soci

CTR Sardegna, sentenza n. 232/8/17

Per poter essere utilizzati anche nei confronti dei soci persone fisiche, i rilievi emessi dalla Guardia di Finanza al termine di una verifica operata a carico di una società di persone devono essere notificati anche agli stessi soci. In caso contrario, si avrebbe una violazione dello Statuto del contribuente (legge n. 212/2000), in quanto risulterebbe leso il diritto alla difesa del socio, al quale deve essere concessa la facoltà di proporre osservazioni preventive all’emissione dell’avviso di accertamento.

Documenti di prassi - fonti del diritto - spettanza agevolazioni

Corte di Cassazione, sentenza n. 25905 del 31 ottobre 2017

I documenti di prassi non sono fonte del diritto: non possono imporre al contribuente adempimenti non previsti dalla legge, né istituire cause di revoca delle agevolazioni fiscali non contenute in una norma di legge. Il caso riguardava la circolare n. 41/E del 1991, che subordinava il riconoscimento di un beneficio all’apposizione sulle fatture di acquisto di beni o servizi della dicitura “bene acquistato con il credito di imposta di cui all’art. 8 della legge n. 388/2000” (circolari ministeriali n. 41/E del 1991, paragrafo 4 e n. 38/E del 2002, paragrafo 2.1), ritenuta dalla Cassazione un adempimento sostanziale (e non formale).

Diritto del lavoro - licenziamento - copia dati aziendali

Corte di Cassazione, sentenza n. 25147 del 24 ottobre 2017

È legittimo il licenziamento da parte del datore di lavoro del dipendente che copia, senza autorizzazione, ingenti quantità di dati aziendali su un dispositivo di memoria personale (pen drive Usb), anche se tali dati non vengono divulgati a terzi. La condotta del dipendente integra infatti una violazione della diligenza sul lavoro. È irrilevante, secondo la Suprema Corte, che il dispositivo Usb sia “crittografato” tramite una password o meno.

Accertamenti IVA – accesso agli atti - diritto del contribuente

Corte di Giustizia UE, sentenza n. 298/16 del 9 novembre 2017

Nell’ambito di procedimenti amministrativi volti a verificare e determinare la base imponibile dell’IVA, il privato deve avere la possibilità di ricevere, in seguito a propria richiesta, i dati contenuti nel fascicolo amministrativo presi in considerazione dall’Amministrazione per l’adozione della sua decisione, a meno che obiettivi di interesse generale giustifichino la restrizione dell’accesso. Tale principio generale non si configura come prerogativa assoluta, ma può soggiacere a restrizioni quando queste rispondano effettivamente a obiettivi di interesse generale.