Tax

Voluntary disclosure bis, studi pronti alla nuova sfida

Studi legali in campo per la voluntary bis. Un’opportunità per gli indecisi che non hanno aderito alla prima edizione, ma anche per chi ha spostato i capitali in paesi ritenuti più «sicuri» come Dubai, Panama, Bahamas. Salvo poi perderne la gestione da un lato, e assistere a scandali (Panama papers) o fughe di informazioni (Bahamas leaks) dall’altro. Ma potrebbero rientrare nella platea della voluntary bis sia i soggetti che hanno sottoscritto la modulistica di conformità fiscale delle banche elvetiche o monegasche, sia coloro che non l’hanno sottoscritta e sono a rischio di richiesta di informazioni di gruppo. (...) «Stiamo iniziando a contattare i bankers al fine di prepararci ai colloqui con potenziali clienti», sottolinea il managing partner ed head of Tax di Bernoni Grant Thornton, Alessandro Dragonetti, «a mio avviso dovrebbe essere chiarita meglio la rilevanza de versamenti di contanti e dei prelievi, soprattutto con riferimento al caso in cui si tratti di versamenti effettuati in un esercizio, ad esempio 2010, ma evidentemente frutto di provvista accumulata anche in esercizi precedenti».

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