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Qual è l’impatto ambientale dello smart working?

Stefano Salvadeo Stefano Salvadeo

Quali sono i costi a carico dei pendolari?

In Italia sono 1,8 milioni i pendolari che utilizzano il proprio mezzo di trasporto privato per raggiungere il posto di lavoro ogni giorno.

Secondo un nostro recente studio, per raggiungere il luogo di lavoro i lavoratori spendono in media € 6,72 al giorno in carburante per tragitti entro i 20 km, cifra che si attesta sugli € 11 al giorno qualora il tragitto prevedesse un percorso compreso tra i 20 e i 50 km.

Vanno poi considerate le centinaia di migliaia di persone che raggiungono le grandi città per motivi di lavoro, chi quotidianamente e chi anche saltuariamente.

In questo caso, oltre al costo per la benzina, il lavoratore deve pagare anche il pedaggio autostradale, dove necessario.

Se si considera anche questo aspetto, i costi totali giornalieri raggiungono gli 11,72 euro per chi percorre tragitti inferiori a 20 chilometri, mentre, sopra i 50, la cifra è, in media, sui € 23,00.

Complessivamente, in un anno il costo sostenuto per recarsi sul posto di lavoro è compreso tra i 2 mila e i 5 mila euro a seconda dei chilometri da percorrere.

E queste cifre non considerano il costo di acquisto dell’auto, ammortizzabile negli anni e i costi indiretti legati alla manutenzione e alle imposte legate al possesso del mezzo.

Qual è il costo ambientale di chi si sposta in auto per lavoro?

A tutto questo si deve aggiungere anche il costo ambientale.

I grammi di CO2 prodotti dalle automobili si attestano, giornalmente, tra i 4,8 e i 21,5, a seconda che si debbano percorrere, rispettivamente, meno di 20 chilometri o più di 50.

Tutto questo ha un impatto molto forte sulla qualità dell’aria, considerando che, generalmente si tratta di auto “vuote”, cioè che trasportano solo il guidatore e che ogni giorno si spostano per raggiungere le grandi città.

Quali sono i benefici dello smart working?

Per smart working si intendono tutte quelle politiche aziendali volte a migliorare l’equilibro vita privata-lavoro. Si passa dalla flessibilità nella prestazione lavorativa di tipo orario oppure di tipo spaziale, fino a forme di welfare aziendale per facilitare i lavoratori-genitori o quelli impegnati in forme di assistenza parentale.

In queste nuove forme di lavoro, la tecnologia la fa da padrona. Infatti, l’accesso ai dati aziendali deve essere possibile da remoto, consentendo forme di lavoro più efficienti e personalizzate incrementando così anche la soddisfazione e la fedeltà del dipendente nei confronti dell’azienda. Fondamentale per garantire la sicurezza dei dati informatici, è dotarsi di infrastrutture sicure e farsi aiutare da esperti di information protection e cybersecurity che possano individuare le aree di rischio connesse all’utilizzo degli strumenti informatici fuori dal contesto aziendale.

Riteniamo infatti che adottare politiche di smart working efficaci possa portare benefici sia all’ambiente sia alle performance aziendali, costituendo una forte motivazione per le persone coinvolte.

Inoltre crediamo che lo smart working, abbinato ai concetti di smart business e smart cities, sia un elemento fortemente connesso all'efficienza, sia in termini di minori consumi (e quindi inquinamento), sia in termini di miglior impiego del fattore tempo.