Not for profit

Porre l'impatto al centro delle attività benefiche

Un ente di beneficenza, seppur di successo, potrebbe trovarsi ad affrontare una carenza di donazioni e finanziamenti e, di conseguenza, la paura che non sarà più possibile perseguire il proprio scopo in futuro e la preoccupazione di come proseguire la propria attività in modo più efficiente ed efficace anche con poche risorse.

La mission è quindi quella di porre la misurazione dell’impatto al centro deL proprio lavoro.

Sempre di più, i leader degli enti benefici si identificano con la situazione sopra descritta, sebbene ognuno di essi segue un proprio percorso specifico. Le donazioni di beneficienza a livello globale continuano a diminuire, per via dell’incertezza economica in molte regioni del mondo e del fatto che c’è un sempre maggiore scetticismo quando si parla di fiducia nell’efficacia delle opere filantropiche.

Questa situazione porta gli enti benefici a porsi alcune opportune domande: come cambia lo scenario a seguito dell’ingresso di nuovi concorrenti nel mercato? Qual è il modo migliore per massimizzare le opportunità create misurando adeguatamente l’impatto di un’iniziativa benefica? Come si stabilisce un buon modello di misurazione dell’impatto sociale per distinguersi, aumentare le donazioni e assicurarsi i finanziamenti necessari per perseguire la propria mission?

La società vuole fare del bene

Gli enti di beneficienza sono spesso la fonte predefinita per supportare cause utili, ma non è garantito che questo status duri per sempre. Infatti, oggi molte persone e organizzazioni si stanno muovendo anche autonomamente per migliorare la società: le imprese private, le imprese sociali, le piattaforme online di finanziamento e i singoli che fanno donazioni dirette a coloro che ne hanno immediatamente bisogno confluiscono nelle aree in cui operano gli enti benefici e si sovrappongono agli stessi.

Il modo in cui il successo è misurato e comunicato da queste diverse entità varia sensibilmente, sebbene il tema comune sia la condivisione di storie positive che raccontano l’impatto nel mondo reale. Soprattutto vi è la tendenza a comunicare il successo ottenuto nel breve periodo, anche se l’impatto maggiore può manifestarsi dopo anni o decenni. Nel mondo dei social media e degli aggiornamenti 24 ore su 24, è facile farsi portare fuori strada. Una valutazione efficace consiste nella misurazione dell’impatto nel corso di mesi, anni e persino generazioni.

Che si tratti di organizzazioni con uno scopo dichiarato o delle emergenti Benefit Corporations che mirano sia all’ottenimento di profitti sia al miglioramento del mondo circostante, è evidente che un numero sempre maggiore di imprese si sta preoccupando del proprio impatto sociale e ambientale. Un esempio di spicco è il progetto IMPACT2030, sostenuto dall’ONU e volto a porre fine alla povertà nel mondo e ad affrontare il cambiamento climatico, unendo le risorse, le competenze e l’esperienza del mondo aziendale.

L'avvento dei Millennials

Avvalersi dell’aiuto dei dipendenti e del personale per raggiungere questi obiettivi globali, pertanto è fondamentale. Alcuni studi sul coinvolgimento dei dipendenti hanno mostrato che circa tre quarti dei Millennial sarebbero disposti a vedere ridotto il proprio stipendio per lavorare in una società socialmente responsabile e a sostegno di cause filantropiche. Dal momento che si prevede che i Millennial costituiranno il 35% della popolazione lavorativa globale entro il 2020, è interessante pensare che potrebbero superare i Baby Boomers come generazione più generosa.

Le cause benefiche e i soggetti che ne giovano stanno ricevendo maggiori supporti, in forma di denaro, beni o risorse dedicate, da parte delle imprese e si sta assistendo alla partecipazione di un numero sempre maggiore di grandi società. Che sia attraverso l’impresa per cui lavorano o attraverso piattaforme di finanziamento come Go Fund Me, le persone possono ora donare direttamente alla causa prescelta.

I Millennial tengono molto alla trasparenza e all’informazione e gli enti benefici che raccontano la propria storia, supportata da informazioni chiare e concrete sull’impatto delle proprie azioni hanno sicuramente più possibilità di coinvolgerli.

Nuove opportunità per gli enti benefici

Con la crescente sovrapposizione tra gli enti di beneficienza e le altre organizzazioni che sono indirizzate allo stesso gruppo di beneficiari, si crea l’opportunità di imparare le une dalle altre.

Gli enti benefici hanno l’opportunità di soddisfare le esigenze di trasparenza e affidabilità dei propri donatori, finanziatori e dirigenti per distinguersi e differenziarsi. Creando dei sistemi di misurazione dell’impatto e condividendo i propri progressi, gli enti no profit possono consolidare la propria attività e allo stesso tempo incrementare le relazioni con i donatori e finanziatori. Altrimenti, vi è il rischio di perdere il supporto - finanziario o di altro tipo - di stakeholder fondamentali.

Creare un sistema di misurazione dell’impatto

Gli enti di beneficienza possono sfruttare la misurazione dell’impatto al fine di realizzare il proprio potenziale. È importante ricordare che la misurazione dell’impatto è scalabile e può essere potenziata e rivista nel tempo - non deve necessariamente essere un processo oneroso.

Per cominciare a implementare la misurazione dell’impatto, è opportuno che le organizzazioni di beneficienza comincino con il massimo sfruttamento delle risorse esistenti, e solo in un secondo momento potranno considerare un supporto aggiuntivo, rivedendo i propri parametri interni o reclutando nuove risorse con competenze specialistiche, adattando poi l’intero processo alle specifiche esigenze.

Grazie a una maggiore varietà di persone e organizzazioni che partecipano a iniziative di beneficienza e a importanti cambiamenti demografici e culturali in atto, gli enti benefici possono perseguire più facilmente la propria mission, definendo un sistema di misurazione dell’impatto.