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Dopo il rinvio, esterometro ai blocchi di partenza

Il 28 febbraio 2019 era previsto il primo appuntamento, per i soggetti passivi stabiliti che svolgono operazioni “transfrontaliere”, di trasmettere mensilmente e in via telematica all’Agenzia delle entrate la comunicazione di tali operazioni. Il termine, relativo alle comunicazioni di gennaio e di febbraio, è stato rinviato, ad opera del D.P.C.M. 27 febbraio 2019, al 30 aprile 2019, scadenza in cui era già prevista la comunicazione delle operazioni relative al mese di marzo.

Più in particolare, l’adempimento riguarda la comunicazione delle operazioni effettuate, in cui è parte un soggetto non stabilito, per le quali non siano state emesse fatture elettroniche (che transitano dal Sistema di Interscambio), ovvero non siano state emesse bollette doganali (per importazioni o esportazioni). La nuova trasmissione dei dati, immediatamente ribattezzata come “spesometro transfrontaliero”, o “esterometro”, di fatto, sostituisce la precedente trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute, di cui all’art.21 del D.L. n.78/2010, e comunemente conosciuta come “spesometro”.

Per certi versi, l’esterometro ricalca il precedente adempimento, tuttavia, rispetto allo spesometro presenta taluni aspetti che meritano un approfondimento, soprattutto in questa prima fase di applicazione, dove si lamenta la mancanza di compiute istruzioni da parte dell’Amministrazione finanziaria che trattino l’argomento in modo organico.

Per ulteriori informazioni, contattare Mario Spera.

 

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