International Business Report

Cala l’ottimismo, ma i fondamentali economici restano saldi

Dopo un periodo di grande ottimismo e di forte crescita economica, le aspettative delle imprese per il 2019 sono decisamente più contenute, per via del rallentamento del ciclo economico globale e dell’incertezza politica. Questo è quanto emerge dall’ultima ricerca IBR (International Business Report) di Grant Thornton.

La ricerca, che due volte all’anno raccoglie le risposte di 5.000 leader aziendali in 35 economie, inclusi i Paesi del G20, mostra che l’ottimismo globale è ora al 39%, una diminuzione significativa di 15pp rispetto al 54% nel Q2 2018, e il risultato più basso dal Q4 2016.

L’incertezza economica è considerata dai leader aziendali il principale rischio, raggiungendo l’apice del 50%, un aumento di 22pp rispetto al Q2 2018. Questo aumento può essere in parte attribuito alle tensioni geopolitiche come la guerra commerciale USA/Cina e alle insurrezioni populiste in molte delle principali economie occidentali, tra cui Italia e Spagna. 

L’ottimismo in Europa è calato al 28%, 18pp rispetto al Q2 2018, mentre nel Regno Unito è diminuito al 9% con l’incombere della Brexit. Le aspettative sui ricavi si attestano al 41%, in diminuzione rispetto al precedente 59%, e anche le aspettative sulla redditività a livello globale sono diminuite, nello specifico di 9pp, attestandosi al 39%.

Tuttavia, non ci sono solo dati negativi e nonostante l’aumento dell’incertezza, più del 60% degli intervistati si è detto ottimista o molto ottimista riguardo al futuro. Questo si riflette per esempio sulle aspettative circa le esportazioni: solo l’11% degli intervistati si aspetta un decremento e l’84% dei leader aziendali si aspetta invece che i ricavi rimangano invariati o aumentino.

Nonostante le sfavorevoli prospettive globali e la rallentata crescita del PIL in molte economie avanzate, le regioni emergenti dell’APAC e dell’America Latina hanno ampiamente contrastato lo sconforto prevalente. L’ottimismo nell’APAC, per esempio, è pari al 57%, il che è rappresentativo della maggiore integrazione economica della regione e della sua collaborazione con i Paesi del Sud-est asiatico, oltre che di un minore affidamento sul commercio con la Cina, il cui rallentamento economico sta iniziando ad avere effetti a catena.

Per Alessandro Dragonetti, Managing Partner di Bernoni Grant Thornton, “il quadro politico generale continua a manifestare instabilità, riflettendosi anche sui mercati finanziari, particolarmente volatili negli ultimi mesi. Tuttavia, le previsioni di crescita del PIL globale sviluppate dal Fondo Monetario Internazionale rimangono sostanzialmente confermate (3,5% per l’anno 2019). Ciò fa sì che i leader aziendali nell’economia reale restino ottimisti, poiché sanno che le proprie imprese cresceranno di conseguenza. Nonostante l’aumento dei rischi, i fondamentali economici sono ancora solidi e le opportunità non mancano”.

Generalmente, in tempi di incertezza economica, sembra poco intuitivo effettuare ulteriori esborsi e investimenti e molte imprese tendono a rinforzare le proprie operazioni e a ridurre sensibilmente o cessare gli investimenti.

“Tuttavia” conclude Dragonetti, “riteniamo che sia proprio questo il momento adatto per investire nel futuro: i tassi di interesso sono ancora contenuti, e lo rimarranno fino alla fine dell’anno, pertanto le aziende che intendono porre in essere percorsi di crescita dimensionale e di internazionalizzazione devono sfruttare la congiuntura, ponendo al centro soprattutto le nuove tecnologie”.

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