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Vibrant cities: come rendere le città attrattive

Una città attiva è in grado di attirare persone che possano viverci, lavorarci e investire su di essa. Su cosa dovrebbero concentrarsi quindi gli urbanisti? Come possono aiutare la propria città a funzionare efficientemente e crescere in maniera sostenibile per tutti?

 

I leader del settore si sono incontrati al recente Forum on Global Cities di Chicago, durante il quale è emerso che possedere delle buone infrastrutture è il primo fattore critico per le città che vogliono crescere e svilupparsi. Se i trasporti, le soluzioni abitative, i pubblici servizi e la connettività digitale funzionano bene, i relativi benefici per la città non si faranno attendere. 

Ma l’infrastruttura non è l’unico fattore da considerare per creare una città più attiva. Gli urbanisti devono valutare con attenzione le persone che devono essere coinvolte nei progetti che riguardano il futuro della città e quelle che dovranno assumere la leadership.

Una collaborazione efficace tra i settori pubblico, privato e no-profit può consentire un apporto di molte e varie idee e prospettive da valutare. E chi si trova in una posizione di potere (e.g. i sindaci) può giocare un ruolo importantissimo nel promuovere il cambiamento e creare una visione condivisa.

Inoltre è importante identificare il vantaggio competitivo di una città. Anche nei casi in cui si potrebbe pensare che una città non abbia niente di speciale da offrire, basta solo andare un po’ più a fondo per scoprire quasi certamente qualcosa su cui costruire il marchio della città. Londra, per esempio, è nota per la sua diversità.

Abbandonare le pressioni quotidiane di budget e fermarsi a pensare ad una strategia di crescita a lungo termine può apportare benefici inaspettati. Si conoscono bene le risorse esistenti? Se ne sta traendo il giusto valore? Occorre trovare soluzioni creative per associarsi al settore privato al fine di aumentare il valore delle risorse disponibili.

E occorre anche pensare a come fare in modo che la crescita economica della città sia inclusiva - i.e. che apporti benefici a tutte le aree urbane e anche alle città circostanti e alle aree rurali. Altrimenti, si creerebbe una serie di nuovi problemi da dover risolvere in futuro.

"Realizzare citta attrattive, ‘vibrant cities’, è una grande sfida per tutti i protagonisti dello sviluppo delle nostre città.  Ma cosa vuol dire in concreto?" Stefano Salvadeo, Co-Managing Partner e responsabile dell’Energy sector prova ad analizzare il tema dal punto di vista italiano. "Cosa devono possedere le nostre città per poter essere considerate città attrattive?

Secondo l’Economist, che stila una annuale classifica sulle città con migliore qualità della vita, i parametri da tenere in considerazione sono, ad esempio, tasso di criminalità, istruzione, cure sanitarie, oltre che stabilità politica e sociale. In questa classifica la prima città italiana classificata è Milano. Peccato che sia solo 46°posto (prima classificata Vienna, seconda Melbourne, terza Osaka).

Come si può migliorare la situazione italiana? Focalizzandosi sulla creazione di città uniche valorizzando il nostro immenso patrimonio storico artistico e, nello stesso tempo, investendo risorse per incrementare la sostenibilità ambientale delle nostre città, riducendo il digital divide (e quindi investendo anche su infrastrutture tecnologiche). In particolare la sostenibilità ambientale (intesa come riduzione di qualsiasi fonte inquinante, tra cui la riqualificazione immobiliare e l’introduzione di una mobilità dolce) ha un ruolo fondamentale soprattutto per le città del Nord Italia che, per le note ragioni, devono ogni inverno affrontare l’emergenza polveri sottili e, più in generale, inquinamento.

E poi, ancora, si dovrebbe dare una “mission” alle nostre città, che potrebbero porsi come esempio e polo di attrazione a livello internazionale per specifici settori dell’economia. I settori nei quali l’Italia è riconosciuta come leader mondiale sono molti, si tratta solo di scegliere il settore e attuare una strategia. Infine creare una vibrant city significa essere un po' visionari e fare delle scelte oggi per disegnare una città per i prossimi decenni.

Una città modulare che sappia adattarsi alle sfide future, ma che abbia fondamenta solide e che indichi, ai propri abitanti e al mondo, una direzione chiara. E per questo c’è bisogno di un forte coordinamento tra pubblico e privato, nel rispetto dei propri ruoli, per poter far emergere idee e strategie condivise".