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Contenzioso tributario, l'importanza della prevenzione

Giulio Tedeschi Giulio Tedeschi

Contenzioso tributario, l'importanza della prevenzione

In occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2018, il primo Presidente della Corte di Cassazione nella sua relazione non ha potuto fare a meno di trattare anche il tema tributario.

Lo spunto - anche per la nostra riflessione - è dato dall'elevato numero di ricorsi che affluiscono alla sezione tributaria: oltre 11 mila nel solo anno 2017; il che vuol dire che il 37,5% delle cause civili nella loro complessività riguardano la materia fiscale.

Una prima riflessione induce a riscontrare l'attenzione che sempre più richiede la compliance fiscale e soprattutto la gestione del rischio fiscale. Tale attività deve essere intesa non solo come conoscenza applicativa della normativa tributaria, bensì come analisi dell'adeguatezza dei processi e delle procedure aziendali a elaborare e fornire le adeguate informazioni, per poi assolvere all'obbligazione tributaria (per l'appunto la gestione del rischio fiscale in azienda, a tutti i livelli, a partire dagli organi della governance).

Una seconda riflessione deriva dalla conferma della difficile attività di interpretazione della complessa normativa fiscale. L'orientamento nomofilattico fornito dalla Cassazione in merito alle leggi fiscali assume una funzione unificante e impone a professionisti e addetti alle funzioni tributarie una quotidiana attività di studio e approfondimento delle molteplici sentenze (vengono depositate oltre 10 mila sentenze e ordinanze di legittimità ogni anno).

Una terza e ultima considerazione porta - come già detto in questa sede in passato - a valorizzare sempre più l'utilizzo degli strumenti deflativi del contenzioso per beneficiare delle riduzioni di sanzioni ovvero del ricorso ai ravvedimenti allorché ci si accorga di avere commesso errori.

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