Corriere della Sera

Economia di scala e digitale, l’evoluzione degli studi

Two business people (man and woman) talking - generic photography
Investimenti in tecnologia e una legge sulle Stp (Società tra professionisti) sono i due obiettivi più importanti

Realtà multidisciplinari molto digitalizzate. Sembra essere questo il futuro (neanche tanto lontano) degli studi professionali. La trasformazione è in atto da tempo e gli studi stanno già lavorando a forma e sostanza.

Il digitale è motore della prima trasformazione: lo dimostra una ricerca realizzata da The European House Ambrosetti e TeamSystem (leader italiano nel mercato delle soluzioni digitali per la gestione del business di imprese e professionisti) che ha studiato l’evoluzione del ruolo degli studi professionali nell’attuale processo di digitalizzazione. Ne viene fuori un contesto in cui il 50% degli studi professionali punta sul cloud computing come tecnologia chiave per lo sviluppo della propria professione, con circa il 60% che ne ha già fatto uno dei canali di investimento prioritari.

«La trasformazione digitale, insieme al tema della sostenibilità, rappresenta la stella polare del Pnrr — spiega Federico Leproux, ceo di TeamSystem — Si tratta di un’opportunità di portata storica per digitalizzare in modo esteso il nostro tessuto imprenditoriale, per lanciare una vera e propria trasformazione digitale di sistema e costruire un’economia più sostenibile tecnologica.

Adesso è necessario predisporre al meglio tutti quei provvedimenti che possano avvicinare realmente gli interventi del Pnrr alle imprese, così come agli studi professionali, categoria chiave per l’economia del Paese che ha, grazie al digitale, l’opportunità di evolversi in business partner, capace di assistere il cliente in un rapporto di consulenza continua. È chiaro che gli investimenti, i fondi, da soli non bastino, ma sono parimenti necessarie norme che semplifichino gli iter per rendere più fluido l’utilizzo degli stessi».

 

L’organizzazione

Il cambiamento passa anche e soprattutto da una struttura diversa: studi interdisciplinari capaci di reggere una concorrenza più ampia. Il modello più indicato sembra essere quello delle Società tra professionisti ma a 10 anni di distanza dalla legge sulle Stp, la formula non ha ancora catturato l’interesse delle professioni regolamentate.

Infatti i liberi professionisti iscritti alle Casse di Previdenza professionali sono circa 1 milione e mezzo e le Stp censite nel 2021 appena 2 mila nell’area legale e contabile. «Le ragioni per cui fino ad oggi le Stp sono state un flop o comunque non hanno realizzato quel salto di qualità che ci si aspettava — spiega Giuseppe Bernoni, ex presidente nazionale dei commercialisti e presidente di Bernoni Grant Thornton — sono dovute al fatto che il legislatore nel realizzare un ottimo testo per quanto riguarda il rafforzamento degli studi professionali associati o tendenti all’associazione, non ha adeguatamente inserito la componente fiscale.

Un vuoto che potrebbe essere colmato dalla proposta di legge Marattin che disciplina l’imposta sul reddito applicabile alle società tra professionisti e tra avvocati: nessuna tassazione nel caso di trasformazione da studio associato a Stp. L’associazionismo professionale è in un momento di sviluppo rilevante essendo ormai difficile svolgere l’attività singolarmente per la complessità, non solo delle normative esistenti e continuamente in evoluzione, ma anche per la transizione digitale che comporta investimenti e specializzazioni, impegni che solo un’organizzazione può affrontare».