NF 12/2017 - Pillole di giurisprudenza

Fallimento - annullamento sentenza dichiarativa - remissione in termini

CTR Lombardia, sentenza n. 4558/18/17 del 13 novembre 2017

L’annullamento della sentenza di dichiarativa del fallimento da parte della Cassazione comporta l’inesistenza ex tunc della procedura concorsuale (e non piuttosto la sua revoca). Di conseguenza, tutti gli effetti conseguenti al fallimento si considerano inesistenti, rimettendo in bonis il contribuente (o meglio l’organo della procedura concorsuale) che non aveva trasmesso a suo tempo le dichiarazioni fiscali delle singole annualità. L’Amministrazione Finanziaria non può quindi considerare tardive tali dichiarazioni, anche se trasmesse oltre i 90 giorni rispetto al termine originario di scadenza.

Reati tributari - estinzione debito - non punibilità

Corte di Cassazione, sentenza n. 52640 del 20 novembre 2017

La causa sopravvenuta di non punibilità per la quale i reati di cui agli articoli 10-bis, 10-ter e 10-quater del D.Lgs. n. 74/2000 non sono punibili se prima dell’apertura del dibattimento di primo grado i debiti tributari sono stati integralmente estinti, è applicabile ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 158/2015, anche qualora, alla data predetta, era già stato aperto il dibattimento. In tale ultimo caso, per il pagamento del debito residuo deve concedersi il termine di tre mesi nelle ipotesi di rateizzazione in corso del debito tributario.

Versamenti infragruppo - sopravvenienze attive - imponibilità

Corte Costituzionale, sentenza n. 264 del 13 dicembre 2017

È infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 88, comma 4 del TUIR, che prevede la non imponibilità quali sopravvenienze attive delle somme versate a fondo perduto dai soci di una società. La CTR Veneto ipotizzava un vulnus costituzionale, legato al fatto che le somme versate a una società da parte di una “consorella”, appartenente al medesimo gruppo, ma non socia della prima società, fossero escluse dal beneficio fiscale.

Secondo la Corte Costituzionale, il regime fiscale differenziato che il legislatore ha discrezionalmente ritenuto di riservare alle due categorie di versamenti senza obbligo di restituzione, escludendo dal novero delle sopravvenienze attive solo quelli effettuati dai soci a fondo perduto o in conto capitale, non si traduce in una disciplina irragionevole e non impone l’estensione del suo ambito applicativo nel senso auspicato dal rimettente.

Abuso di diritto - IVA

Corte di Giustizia UE, sentenza n C-251/16 del 22 novembre 2017

Il divieto di pratiche abusive in materia di IVA è applicabile indipendentemente da una misura nazionale che gli dia attuazione negli Stati membri. Tale applicazione del principio del divieto di pratiche abusive è conforme ai principi della certezza del diritto e della tutela del legittimo affidamento, anche qualora tale applicazione riguardi operazioni realizzate prima della pronuncia della nota sentenza “Halifax” (depositata il 21 febbraio 2006).