Intervista

Nuove regole in Casa

Il trasferimento in Olanda di Exor e della Giovanni Agnelli & C ha un risvolto importante ai fini del controllo delle holding, in particolare di Exor. Infatti il piano, che sarà sottoposto all’approvazione dei soci il 3 settembre, prevede che ogni azione ordinaria Exor detenuta ininterrottamente per cinque anni darà diritto al termine di tale periodo a cinque diritti di voto. Se il possesso si allungherà a 10 anni, i diritti di voto per ciascun titolo saranno 10. Con tale mossa la famiglia Agnelli, che certo terrà a lungo i titoli della holding, potrà in futuro cedere azioni Exor sul mercato senza rischiare di perderne il controllo. Ma quali sono le conseguenze fiscali dell’operazione per la famiglia torinese e soprattutto per l’Erario italiano? «Anzitutto, Exor ha ragione quando dice che l’operazione non ha motivazioni fiscali ma normativo-civilistiche» spiega Alessandro Dragonetti, managing partner e responsabile area tax di Bernoni Grant Thornton.

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