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BEPS, il 72% delle aziende non rivede la strategia

La paura maggiore? Gli oneri amministrativi e documentali

MILANO - L’ultimo International Business Report di Grant Thornton - sondaggio globale su 2.600 aziende in 36 Paesi - evidenzia come l’effetto dal programma dell'OCSE denominato BEPS ( Base erosion and profit shifting ) non abbia in realtà sortito ancora effetti sul panorama imprenditoriale mondiale.

L’Italia non fa eccezione. Il 72% degli imprenditori italiani interpellati ha dichiarato, infatti, di non aver ancora preso in considerazione un nuovo approccio sulla tassazione.  Solo il 14% delle imprese ha preso provvedimenti in linea con il programma dell’OCSE.

A “frenare” gli imprenditori italiani nella più puntuale applicazione del BEPS alcune preoccupazioni espresse dagli interpellati, a cominciare dal possibile aumento degli oneri amministrativi e documentali (18%), alle possibili ripercussioni sulla sicurezza informatica aziendale - cyber security – (4%), mentre un altro 4% si riferisce esplicitamente alla possibilità che le informazioni divengano pubbliche. E un 2% degli imprenditori si dice preoccupato che queste informazioni vengano male interpretate.  Infine, un altro 2% paventa la minaccia di verifiche fiscali.

Da sottolineare poi come il 70% delle aziende italiane abbia risposto con un “non so”, ribadendo così implicitamente come in realtà la maggioranza delle aziende non stia prendendo seriamente in considerazione i cambiamenti a cui porterà inevitabilmente l’introduzione del BEPS.

Interessante anche quanto emerge da un’altra domanda rivolta al panel degli imprenditori: “preferireste essere tassati sui profitti o pagare una tassa sulle operazioni (ad esempio, la ristrutturazione della propria organizzazione, acquisizione di nuove entità o prodotti e l'acquisto di beni e servizi)? Il 60% ha risposto “sui profitti”, mentre solo il 14% “sulle transazioni”.

"Sono davvero curiosi questi dati", commenta Paolo Besio, International Tax Partner di Bernoni Grant Thornton, "perché emerge come in pochi abbiano adottato misure concrete per cambiare la propria politica fiscale. Il progetto BEPS è stato accolto con grande preoccupazione dalla business community, alla luce delle posizioni assunte dall’OCSE e dalle amministrazioni con riferimento a diverse tematiche affrontate. I recenti fatti di cronaca hanno ulteriormente alimentato le preoccupazioni in merito alla contestazione di prassi di anni passati, oggi difficilmente ancora sostenibili. In questo contesto, il fatto che il 78% degli intervistati dichiari di non aver modificato il proprio approccio alla politica fiscale e di essere preoccupato degli ulteriori adempimenti e della riservatezza a rischio delle informazioni fornite non è facile da spiegare.

Le ragioni sono probabilmente molteplici: per molti la scelta è quella di attendere, per capire meglio la posizione che i singoli Stati decideranno di adottare, gli orientamenti che si consolideranno ma anche per non esporsi per primi. L’atteggiamento può essere giustificabile ma rischia di compromettere la posizione nel medio periodo. Ritengo opportuno analizzare oggi la propria struttura per assicurarsi che sia conforme al BEPS o apportare le necessarie modifiche nel breve. Servono probabilmente maggiori indicazioni su ciò che si dovrebbe fare. In questo clima di incertezza, la recente azione dell'UE nei confronti di Apple e dei suoi accordi con l'Irlanda, indipendentemente da una valutazione degli stessi, alimenta la preoccupazione per il futuro e rischia di ingenerare sfiducia nei confronti delle pratiche di adempimento collaborativo su cui Stati ed amministrazioni finanziarie stanno investendo".

Situazione globale

Il 78% delle imprese ha dichiarato che non ha cambiato il proprio approccio alla tassazione, nonostante più di 80 Paesi abbiano deciso di adottare almeno gli elementi minimi del piano d'azione BEPS.

Anche a livello mondiale, le maggiori preoccupazioni sono gli oneri amministrativi e la sicurezza informatica delle informazioni condivise con i Governi locali e stranieri.

La mancanza di impatto è ancora maggiore nel G7 (83%), con l’89% delle aziende statunitensi e l’86% delle imprese del Regno Unito che hanno dichiarato come il BEPS non abbia avuto un impatto sulla loro pianificazione fiscale. Secondo le imprese intervistate, il maggiore impatto sulla pianificazione fiscale delle imprese si è registrato in Indonesia (35%), Nigeria (38%) e in India (36%).

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