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Come rendere un’impresa più agile

Cosa significa per le imprese essere agili?

Spesso si sente dire che per affrontare le sfide di business le imprese devono essere più agili. Ma cosa significa in concreto e come si aumenta l’agilità? Ne discutono Ron Polito, National Managing Principal di Grant Thornton US e Alan Dale, Partner di Grant Thornton UK per i servizi di business consulting.

Le organizzazioni dinamiche si trovano ad affrontare varie sfide. Che sia la competizione per i migliori talenti, la fluttuazione dei cambi valutari, le tariffe commerciali, la concorrenza sempre più aggressiva o la trasformazione digitale, gli ostacoli alla crescita sono molti. A complicare le cose contribuisce anche il fatto che è difficile evitare che, crescendo, un’azienda si trasformi in una struttura con molteplici catene di comando che devono essere coinvolte prima di arrivare ad una decisione. Quale può essere quindi la risposta? Una delle soluzioni più comuni è l’adozione da parte delle organizzazioni di forme di “lavoro agile”.

È tempo di adottare una nuova strategia?

Le imprese agili sono strutturate per reagire velocemente ai cambiamenti nel proprio ambiente per ridurre i rischi o cogliere opportunità. Il lavoro è organizzato in team autonomi che collaborano tra loro per sviluppare prodotti o servizi, con obiettivi a breve termine verso i quali si lavora in sprint.

Un leader “agile” è in grado di fungere da guida nelle circostanze più diverse, specie in situazioni nuove, mutevoli e ambigue. Non sorprende che il concetto di agilità abbia preso piede, dato il passo sempre più sostenuto del cambiamento economico, politico e tecnologico.

Secondo Ron Polito l’agilità è un fattore non negoziabile per le imprese. Senza andare troppo indietro nel tempo, si possono vedere gli effetti di una mancata agilità guardando ai numerosi esempi di aziende, se non interi settori, scomparsi negli ultimi anni. Confrontando le aziende ricomprese oggi nell’indice Russel 2000 con quelle di 10 o 15 anni fa, si nota che sono totalmente differenti. Ciò dimostra che l’agilità non è un lusso, ma un imperativo di business.

Un cambiamento di mentalità

Alan Dale concorda che il concetto di agilità implichi un cambiamento culturale e la ricerca di modalità per superare strutture aziendali organizzate in funzioni e di tipo piramidale.

Le imprese private di dimensioni minori sono raramente agili e necessitano prima di tutto di un cambiamento di mentalità. Il primo passo per il proprietario o il fondatore è proprio comprendere questo bisogno di agilità, o perlomeno di un pensiero più agile, e cosa ciò significhi a livello pratico. Queste imprese devono individuare parti della loro struttura in cui introdurre un approccio agile e su cui focalizzare la loro massima attenzione.

Questo primo passo verso il cambiamento è fondamentale. Nel caso di strutture tradizionali organizzate in funzioni, dove i team rimangono stabili e ci sono lunghi cicli di vita per i nuovi prodotti e i nuovi mercati e lunghe fasi di ricerca e test prima che vengano introdotte modifiche, il primo passo è un cambiamento di mentalità.

Anche secondo Ron Polito il primo passo verso il cambiamento spetta ai vertici aziendali. Continuando a fare le stesse cose si otterranno gli stessi risultati; se si vogliono ottenere risultati diversi o migliori, è necessario cambiare il modello di business per stare al passo con l’ambiente e la concorrenza.

Pensare all’aspetto interno ed esterno

Sempre secondo Ron Polito, è importante assicurarsi che ci sia un leadership team relativamente ristretto con la giusta esperienza che possa prendere decisioni in modo rapido. Va inoltre tenuta in considerazione la cultura aziendale e far sì che i dipendenti si sentano responsabilizzati e con un certo grado di autonomia. Avere delle linee guida è meglio che avere delle regole. Inoltre è importante considerare il modello di business di queste imprese e tentare di ridurne la complessità.

Altri fattori da considerare sono il talento e la diversità per poter far leva su diversi modi di pensare e diverse competenze. Le risorse più giovani, ad esempio, hanno un diverso modo di pensare, sono più impazienti, vogliono risultati in tempi rapidi.

Le imprese dovrebbero inoltre focalizzarsi sull’ambiente esterno individuando un team o un gruppo indipendente da dedicare all’innovazione, alla valutare del mercato, della concorrenza, dell’innovazione, della tecnologia e a immaginare come sarà l’impresa del futuro. Questi contributi dovrebbero poi confluire nella struttura principale per evitare che si disgreghi.

Dove introdurre l’agilità?

È importante sottolineare che introdurre il concetto di agilità non significa necessariamente diventare agili in ogni parte dell’organizzazione. Secondo Alan Dale ci può essere agilità intorno a nuove idee - nella funzione vendite, ad esempio, si possono cercare nuove modalità di vendita, introdurre offerte o sconti su certi prodotti secondo il concetto di “failing fast” - ma non è possibile introdurre l’agilità in ogni parte del business in uno stesso momento, in quanto semplicemente non funzionerebbe.

Secondo Ron Polito il maggiore risultato si ottiene focalizzandosi sul front office e sulle operazioni. Il back office può avere un impatto soprattutto per quanto riguarda l’implementazione di nuova tecnologia, ma il focus principale dovrebbe essere sui vertici aziendali, sui talenti, la cultura e la mission.

Un messaggio ai vertici aziendali

Non si deve pensare che l’agilità sia la soluzione a tutti i problemi. Alan Dale avverte che ci sono anche degli svantaggi. L’agilità crea incertezza in quelle persone che vogliono aver chiaro qual è il loro ruolo, a che punto sono della loro carriera e quali sono i loro compiti. Per queste persone è difficile lavorare in un ambiente più agile, in cui è più complesso fissare un percorso di carriera e definire le responsabilità delle persone man mano che cambiano per far fronte ai bisogni del mercato e dell’azienda.

Mentre i millennials tendono ad essere più a loro agio con un approccio più agile, che offre un ambiente creativo dove è possibile incontrare nuove persone e il lavoro è veloce e focalizzato, per il personale più maturo affrontare l’incertezza potrebbe essere più difficile.

Nonostante ciò, l’approccio agile è un cambiamento che molte imprese stanno cercando di adottare. Ron Polito fa notare che tutti guardano ormai a cosa stanno facendo aziende come Amazon. Molte imprese sono impaurite dalla velocità del cambiamento e dell’innovazione, consapevoli che se non si reagisce, non si cambia, non si è agili, semplicemente non si sopravvive. Sono i vertici aziendali in particolare che devono guardare al di fuori dell’azienda, pensare al cambiamento e comunicare il messaggio a tutto il team.

 

5 step per rendere un'impresa più agile