IVA

Verifiche più efficaci con la fattura elettronica

Simonetta La Grutta Simonetta La Grutta

Articolo pubblicato su Milano Finanza del 3 aprile 2018

 

Dal 1° gennaio 2019 tutti i soggetti passivi Iva saranno obbligati a emettere fatture in formato elettronico per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate sia nei confronti di altri soggetti passivi sia di privati consumatori.

L’obbligo, introdotto dalla legge di Bilancio 2018, è volto, tra l’altro, a innovare il sistema legislativo che regola il funzionamento dell’Iva e si pone nel solco delle indicazioni fornite dai massimi organi della Ue per la modernizzazione delle norme che regolano la tassazione dei consumi. Il contesto economico, del resto, è in continua e costante evoluzione e ha portato negli ultimi anni alla creazione e allo sviluppo di nuovi mercati, facendo leva anche sulla diffusione su larga scala delle iniziative imprenditoriali, beneficiando delle nuove tecnologie.

L’emissione di fatture esclusivamente in formato elettronico, come oggi già avviene per le operazioni nei confronti della Pubblica amministrazione, avrà effetti positivi anche sui livelli di efficienza ed efficacia delle verifiche condotte dall’amministrazione finanziaria; essa costituirà, infatti, un ulteriore strumento per la lotta all’evasione fiscale (anche relativa alle imposte dirette) e per le politiche di riduzione del Vat gap - ossia del divario tra l’Iva che dovrebbe essere riscossa e l’imposta che effettivamente affluisce alle casse dell’Erario - la cui misura, al momento, supera in Italia il 30% ed è tra le più alte nella Ue.

Da una parte, infatti, gli organi preposti all’effettuazione di accertamenti, controlli e verifiche potranno svolgere il proprio compito più rapidamente, sfruttando le nuove tecnologie. Dall’altra parte, i dati necessari ai fini dell’appuramento della tempestività e correttezza dei versamenti d’imposta, operati da soggetti passivi Iva, saranno disponibili praticamente in tempo reale. Ciò dovrebbe portare a un abbattimento (se non, un azzeramento) della cosiddetta non compliance involontaria, ossia delle mancanze nell’adempimento degli obblighi fiscali, che generano omessi versamenti d’imposta, derivanti da mero errore materiale e non generati dall’intento di evadere.

Anche dal punto di vista degli operatori economici, il passaggio alla fatturazione elettronica e conseguentemente all’automatica registrazione dei documenti che certificano acquisti e vendite di beni e servizi comporterà una riduzione del margine di errore (ad esempio errori di trascrizione), una più rapida gestione dei processi amministrativi e il venir meno dei costi associati all’archiviazione di fatture e registri in formato cartaceo.

Sono certamente necessari iniziali investimenti tecnologici, anche consistenti, ma nel medio periodo questi dovrebbero essere controbilanciati dai risparmi di cui si è detto.

L’amministrazione finanziaria sta definendo le regole operative per la fatturazione elettronica, favorendo un approccio il più possibile semplice e pratico, al fine di non gravare eccessivamente gli operatori economici di nuovi costi.

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