Tax

La fiscalità dell’economia digitale

La mancanza di un accordo internazionale sulla fiscalità dell’economia digitale sta creando una situazione di incertezza. Cosa c’è all’orizzonte e come possono le imprese affrontare le implicazioni?

Il commercio è sempre più digitale. Ad oggi, il sistema fiscale globale è ancora orientato verso le esigenze dell’economia tradizionale. Il piano BEPS (Base Erosion and Profit Shifting) dell’OCSE riconosce il bisogno di una modernizzazione e ha raggiunto discreti risultati dall’uscita del Rapporto nell’ottobre del 2015. Tuttavia, non sono state fornite molte raccomandazioni specifiche sulla fiscalità digitale e gli appelli da parte dell’OCSE per raggiungere un accordo internazionale finora non sono stati presi in considerazione.

Questo articolo illustra come i singoli Paesi stanno rimediando in maniera autonoma a questo vuoto normativo introducendo vari e diversi provvedimenti fiscali, che continuano a creare incertezza e aumentano i rischi e la complessità della gestione fiscale per le imprese multinazionali. E mentre i media e le amministrazioni finanziarie si concentrano sui colossi di internet, anche le piccole e medie imprese multinazionali potrebbero subire l’impatto di questi cambiamenti e la difficoltà nel gestirli.

Le amministrazioni finanziarie riescono a stare al passo?

Ancora oggi si tende a tassare le imprese laddove esse hanno una presenza fisica piuttosto che virtuale e le imposte colpiscono le linee di prodotti e servizi tradizionali. L’economia digitale rende più difficile l’attribuzione e il trasferimento dei costi e dei ricavi lungo il ciclo di vita DEMPE (development, enhancement, maintenance, protection and exploitation – come definito dall’OCSE) della proprietà intellettuale e di altri beni immateriali.

Sia le imprese che le amministrazioni finanziarie stanno riscontrando delle difficoltà nel definire dove il valore è effettivamente creato e come tale concetto possa essere allineato agli standard fiscali tradizionali. Molte amministrazioni finanziarie ritengono di perdere importi rilevanti di imposte dalle imprese digitali che operano nelle rispettive giurisdizioni ma che non hanno una presenza fisica e, pertanto, uno status di stabile organizzazione ai sensi della normativa vigente. La maggior parte sta cercando di recuperare, adattando le legislazioni esistenti piuttosto che identificare un principio di base.

Occorre pensare a dove e come poter creare valore in un’economia sempre più digitale, a come tracciare questo valore ai fini del transfer pricing e dell’attribuzione dei profitti, e a come stabilire il limite oltre il quale si corre il rischio di subire contestazioni da parte delle diverse amministrazioni finanziarie competenti per le aree in cui si opera, sia virtualmente che fisicamente.

Affrontare le problematiche fiscali dell’economia digitale

L’economia digitale è la nuova frontiera della fiscalità. L’Action Plan 1 del progetto BEPS dell’OCSE (“Addressing the tax challenges of the digital economy”) fornisce poche indicazioni al di là di chiedere agli Stati membri di cominciare ad attivarsi per stabilire un approccio coerente a livello internazionale in tema di imposte sul reddito delle società. Per esempio, non specifica cosa costituirebbe una presenza tassabile (nexus).  Ma un tale accordo internazionale non è ancora stato realizzato. Il report prova a spiegarne le ragioni.

Sebbene vi siano delle difficoltà nell’assicurare un consenso a livello internazionale sulla fiscalità digitale, non significa che questo tema possa essere ignorato. Non solo i singoli stati stanno affrontano direttamente il problema, ma le questioni fiscali che riguardano l’economia digitale stanno diventando oggetto di riforme più ampie.

La tendenza generale sembra essere uno spostamento dalla presenza fisica come caratteristica distintiva di un “nexus” tassabile verso una presenza economica, che può essere virtuale. Occorre determinare se lo status di stabile organizzazione delle varie operazioni, fisiche o virtuali, di un’azienda sia ancora valido dopo le diverse ordinanze e i cambiamenti nella normativa fiscale a livello locale.

I cambiamenti nella fiscalità delle attività digitali dovrebbero fare parte di una revisione più ampia, per verificare che la gestione fiscale attuale sia adeguata.

Rimanere al passo

Come detto, l’accordo internazionale sulla fiscalità dell’economia digitale non si è ancora concretizzato: tuttavia, la fiscalità dell’economia digitale è senza dubbio un tema di attualità che non può essere ignorato. In questo nuovo mondo sempre più complesso, il report analizza cosa c’è in serbo per il futuro e come le imprese possono affrontare le relative implicazioni.

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