Mercati azionari

Incentivi alla quotazione in borsa

Stefano Salvadeo Stefano Salvadeo

L’anno scorso la Borsa italiana ha presentato un andamento molto positivo con ben 39 nuove società ammesse a quotazione. Il numero di 39 ammissioni, di cui 31 IPO, rappresenta un record che non veniva raggiunto dal lontano 2000 nel pieno della febbre da new economy.

A seguito di questo trend il numero di aziende quotate in borsa è pari a 339 per una capitalizzazione di 644,3 miliardi di Euro, pari al 37,8% del PIL. Ancora lontana dai rapporti di altre economie ma comunque in forte crescita.

Piani individuali di risparmio

La crescita della Borsa Italiana è stata sicuramente spinta anche dal fenomeno dei PIR, piani individuali di risparmio destinati alle persone fisiche che, a fronte di un holding period di almeno 5 anni, garantiscono ai risparmiatori un’esenzione fiscale sulle plusvalenze.

In estrema sintesi i PIR, per essere tali, devono investire la propria raccolta almeno per il 70% in azioni o obbligazioni italiane (o di aziende europee con stabile organizzazione in Italia), e di questo 70% il 30% (ovvero il 21% del totale dei propri investimenti) in aziende medio-piccole. 

Per poter sostenere il ruolo dei PIR quale strumento di crescita della nostra economia e, al tempo stesso, di strumento di risparmio a medio lungo termine è importante che il numero delle società quotate cresca e che le stesse siano aziende innovative in grado di creare valore e di aumentare, nel tempo, i propri corsi azionari.

Alternativamente i PIR rischiano essere solo una “moda” ed essere i candidati perfetti per una “bolla speculativa”.

Proprio per le caratteristiche dei PIR, ma anche dell’economia italiana, le principali aziende candidate per la le future quotazioni sono le PMI, vera ossatura del nostro sistema economico.

Incentivi fiscali

Da leggere quindi con estremo interesse il credito di imposta, fino a € 500.000, previsto per le PMI che decideranno, nel triennio 2018-2020, di approdare in borsa.

Si auspica quindi un incremento delle aziende quotate sull’AIM ampliando la rappresentatività delle nostre aziende in Borsa.

Il segmento AIM è l’approdo per eccellenza per le PMI.

Semplificazione normativa

Da leggere quindi con interesse anche la notizia, forse poco pubblicizzata, che Consob ha disposto la registrazione di AIM come SME Growth Market ovvero un particolare segmento di mercato previsto dall’Unione Europea per favorire l’accesso delle PMI al mercato dei capitali tramite facilitazioni di natura normativa e procedurale.

 

Il mix di questi tre fattori (PIR, incentivi fiscali per la quotazione e semplificazione normativa) potrebbero portare ad un ruolo più attivo del mercato azionario in Italia contribuendo a risolvere, almeno in parte, l’annoso problema della sottocapitalizzazione delle PMI italiane.

Inoltre per le PMI essere presenti in un segmento dinamico del mercato borsistico potrebbe rappresentare, di per sé, un’importante vetrina per espandere la propria presenza sui mercati internazionali.

Gli elementi per vincere la sfida ci sono tutti: ora tocca agli imprenditori e ai vari soggetti coinvolti in un processo di quotazione contribuire al successo!