Trasformazione digitale

Chi sta adottando le nuove tecnologie in ambito finanziario?

Mentre alcune imprese dinamiche stanno cogliendo i benefici ottenuti dall’introduzione di applicazioni software di enterprise management, robotica e strumenti avanzati di business intelligence, per altre c’è il rischio significativo di essere lasciate indietro e persino di commettere costosi errori strategici.

La nostra recente indagine* condotta su un campione di dirigenti evidenzia che soltanto la metà delle imprese ha una strategia chiara e un piano d’azione per la trasformazione digitale avanzata della funzione finanziaria.

L’importanza di una strategia chiara

Circa un terzo delle imprese deve ancora definire una strategia e un piano d’azione per la trasformazione digitale della funzione finanziaria. Secondo Mark O’Sullivan, partner di Grant Thornton UK, “tutto ciò riflette la situazione che spesso riscontriamo nelle imprese, ossia che molte di esse non riconoscono l’importanza di tale trasformazione.

Troppo spesso vediamo delegare la responsabilità di decisioni riguardanti i sistemi IT e la tecnologia alla funzione IT con un coinvolgimento aziendale minimo se non nullo, salvo poi sorprendersi, nel momento in cui la tecnologia viene implementata, che il supporto delle aree interessate dell’impresa è nullo, finendo quindi per avere uno strumento implementato male ed utilizzato male.”

 

One in five business do not plan to invest

I mercati emergenti propensi a implementare nuove tecnologie

Un’analisi dei dati su base regionale suggerisce che molte imprese sono in attesa di vedere come si evolverà la tecnologia digitale. Secondo Mark O’Sullivan “nei mercati sviluppati molte imprese non stanno facendo progressi perché vogliono ulteriori rassicurazioni circa alcuni aspetti della tecnologia basata su cloud, quali sicurezza, integrità dei dati, funzionalità o situazione finanziaria generale in termini di compensazione delle spese operative e spese in conto capitale. C’è un certo nervosismo ad adottare queste tecnologie prima di altri.”

Ma mentre in alcuni mercati maturi ci sono esitazioni, i mercati emergenti stanno sempre più mostrando un approccio positivo implementando le ultime tecnologie. “Quando si arriva da una posizione tradizionalmente arretrate rispetto a mercati come quello EMEA, è più facile delineare un business case/piano d’azione. I mercati maturi invece sono più avversi al rischio e preferiscono aspettare di vedere come si svilupperà il cloud.”

Il successo di soluzioni business intelligence sta nei dati

Oltre il 30% degli intervistati prevede di investire in soluzioni di business intelligence e enterprise performance management (EPM), seguiti da soluzioni enterprise resource planning (ERP) al 28,6%. Secondo Mark O’Sullivan “i risultati sono in linea con le attese. Circa il 50% delle conversazioni che sto avendo con le imprese si focalizzano sulle intenzioni di utilizzare soluzioni di business intelligence. Tuttavia spesso tutto si riduce alle difficoltà legate alla qualità dei dati.

Le imprese sono consapevoli di volere utilizzare soluzioni di business intelligence, ma non comprendono ciò che serve per implementarle al meglio e per garantire l’integrità dei dati. Allo stesso modo, spesso non ne comprendono le potenzialità.”

La principale fonte di inefficienza nella funzione finanza

Il Nord America sta facendo da apripista per quanto riguarda i sistemi di business intelligence e dashboard per la visualizzazione dati, mentre in tutto il mondo c’è una massiccia adozione di strumenti EPM, quali quelli per la pianificazione finanziaria e software per la chiusura e il consolidamento dei dati finanziari.

Secondo Mark O’Sullivan “L’adozione di EPM è rassicurante dal momento che si tratta di semplice gestione ordinaria. Nelle imprese che ho modo di osservare di persona, la maggior causa di inefficienza è identificabile proprio in sistemi EPM di scarsa qualità. Che sia lo sforzo manuale richiesto per chiudere la contabilità mensile o lo sforzo richiesto per la pianificazione, il budgeting e le previsioni, senza poi ottenere una migliore qualità in termini di risultati.

Essendo la principale fonte di inefficienza, è rassicurante che alcuni mercati stiano affrontando il problema. Possiamo vedere inoltre che gli USA sono abbastanza avanti in questo senso, specie per quanto riguarda business intelligence e advanced analytics.”

Businesses don't have a plan

Decisioni di business migliori

I risultati di questo studio confermano quanto già esposto nell’articolo How can the finance function seize digital opportunities? che sottolineava l’importanza della pianificazione, della strategia e di avere un piano d’azione. Secondo Mark O’Sullivan “se si pensa a quali sono i fattori trainanti di un’impresa, tre sono le aree principali: le persone, i processi e la tecnologia. Insieme sono alla base della strategia, che sia quella della funzione finanziaria o di tutta l’impresa. Allineare le decisioni riguardanti la tecnologia alla strategia generale consente di prendere decisioni di business migliori.”

Stefano Salvadeo ha commentato in proposito: “L’utilizzo di strumenti informatici all’interno dell’azienda ha già provocato una prima rivoluzione tecnologica alcuni lustri orsono. Oggi lo sviluppo delle nuove tecnologie, dell’Intelligenza artificiale e della digitalizzazione dei processi aziendali pone le imprese di fronte ad una nuova sfida. Sfide che devono essere affrontate per tempo e in modo sistematico al fine di coglierne le opportunità e migliorare il proprio business. Non affrontare questa sfida poterebbe le imprese di fronte ad un possibile declino sia in termini di sostenibilità del business nel medio lungo termine, sia in termini di visibilità della propria impresa.

Dall’indagine Grant Thornton emerge purtroppo una fotografia in bianco e nero dove solo circa il 30% del campione ha una chiara visione e un piano di azione ben strutturato. Le conseguenze saranno, inevitabilmente, una suddivisone tra le imprese innovative che saranno leader nei propri mercati e le aziende che saranno costrette ad inseguire. Il tempo non è ancora scaduto ma è opportuno che ognuno, all’interno della propria azienda, identifichi le aree ove la rivoluzione digitale può creare valore e nomini dei project leader che guidino il cambiamento”.

 

* L’International Business Report (IBR) di Grant Thornton è uno studio condotto su base annuale su un campione di oltre 10,000 dirigenti senior di imprese del mid-market in 37 paesi e fornisce un quadro delle questioni economiche e commerciali che interessano sia le aziende quotate che quelle a ristretta base azionaria.

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