• Frodi occupazionali: chi sono le vittime

Frodi occupazionali: chi sono le vittime

L’Association of Certified Fraud Examiners (ACFE) nell’elaborare il Report to the Nations 2018, ha esaminato anche la tipologia di organizzazioni maggiormente colpite dalle frodi occupazionali.

Benché nessuna organizzazione sia immune dal rischio di frode, l’identikit della 'vittima-tipo' è una società a scopo di lucro nel settore privato. Infatti, dal report si evince che circa il 70% delle frodi prese in considerazione è avvenuto ai danni di società a scopo di lucro e il 42% delle organizzazioni sono aziende a capitale privato (contro il 29% di imprese a capitale diffuso). Si attestano invece al 9% le organizzazioni non a scopo di lucro.

Tipi di organizzazione colpite da frodi

La dimensione delle organizzazioni può essere determinante nel verificarsi delle frodi occupazionali. In generale, le aziende di grandi dimensioni dispongono di maggiori risorse da investire nei programmi di prevenzione e sono in grado di suddividere i compiti tra il personale in maniera tale da ridurne i rischi. Tuttavia, un numero elevato di dipendenti può aumentare la probabilità che tra essi ci siano persone disoneste in grado di strutturare schemi fraudolenti anche complessi.

L’impatto di queste frodi in termine di perdite medie è però maggiore quando si tratta di aziende di piccole-medie dimensioni (<100 dipendenti) che risultano più vulnerabili perché dotate di un numero inferiore di strumenti di controllo anti-frode ed esposte a rischi più elevati rispetto alle grandi organizzazioni.

Dimensioni medie delle organizzazioni colpite da frodi

Dal report risulta infatti che la perdita media per le imprese di piccoli dimensioni si attesta in circa 200.000 dollari, mentre per le aziende con più di 100 dipendenti la perdita media risulta essere di circa 104.000 dollari.

In termini di perdite medie, i settori più colpiti sono i seguenti:

Organizzazioni colpite da frodi divise per settore industriale

Ma quali possono essere i mezzi per contrastare il rischio di frodi?Innanzitutto la presenza di sistemi di controllo anti-frode robusti ed efficaci, nonché di meccanismi preventivi per una loro identificazione.

Indagini come il Report to the Nations 2018 sono utili alle organizzazioni per capire quali sono le tipologie e gli schemi maggiormente utilizzati per commettere frodi per singolo settore e di implementare efficaci strumenti di prevenzione e contrasto.

I settori maggiormente colpiti, in base alla frequenza del numero di frodi commesse, risultano essere i servizi finanziari, il settore manifatturiero e quello pubblico. Lo schema fraudolento più diffuso, soprattutto nei settori energetico, manifatturiero e pubblico è la corruzione, nei settori artistico-ricreativo, della ristorazione e alberghiero lo schema più comune è quello dello 'skimming' (sottrazione di denaro), mentre le frodi legate al personale sono più diffuse nel settore religioso, del no-profit, dell’assistenza sociale e sanitaria. È curioso rilevare che in questi ultimi settori è frequente assistere a una commistione di diversi schemi fraudolenti.

Tipi di frode più diffusi a seconda del settore

[Fonte: ACFE Report to the Nations 2018]

I partecipanti al Report to the Nations 2018 ad ACFE hanno ricevuto una lista dei controlli anti-frode che dovrebbero essere presenti in azienda e gli è stato chiesto di confermare se tali controlli fossero o meno presenti nelle organizzazioni oggetto di frode. Dal raffronto tra le perdite subite e i tipi di controllo in essere si evince come le perdite medie si riducano sensibilmente in presenza di controlli, così come la durata stessa degli eventi fraudolenti.

Sistemi anti-frode

Un’altra modalità efficace di prevenzione delle frodi è l’attenzione che deve essere prestata in fase di selezione del personale. Nel 52% dei casi di frode presi in considerazione nella survey, le imprese avevano esaminato il background di chi aveva commesso frodi. Sorprendentemente, il 10% di queste organizzazioni ha proceduto in ogni caso all’assunzione nonostante la presenza di segnali di allarme.

Ne consegue che le aziende non possono mai permettersi di abbassare la guardia e che un’attenzione costante a tutti i segnali che possano indicare comportamenti dubbi o al limite della liceità debbono essere sempre tenuti in considerazione.